Vino, i dieci rosati da bere quest’estate

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Non è più una moda, tanto meno un vino da bordo piscina. Il rosato ha conquistato un posto stabile nel bicchiere dei wine lover, ben oltre la stagione estiva. Seduce con le sue sfumature che spaziano dall’amarena matura alla buccia di cipolla fino al petalo di rosa, con profumi di piccoli frutti rossi, note floreali e speziate, ma soprattutto convince per versatilità a tavola e capacità di intercettare nuovi stili di consumo. L’Italia, del resto, continua a collezionare riconoscimenti: all’ultima edizione del Concours Mondial de Bruxelles, a maggio in Armenia, i nostri rosé hanno conquistato 74 medaglie.

Più che una tendenza, oggi il rosato è una categoria consolidata, capace di generare valore e di spingere anche i consorzi più tradizionali a investire in nuove tipologie. Negli ultimi mesi il Chianti Docg ha introdotto il Rosé nel disciplinare per presidiare un segmento in crescita e attenuare la fisiologica flessione estiva dei rossi delle vendite; il Consorzio Asti Docg ha ufficializzato il debutto dell’Asti Rosé, blend di Moscato e Brachetto che punta a una produzione iniziale compresa fra 5 e 10 milioni di bottiglie e ad ampliare le occasioni di consumo della denominazione.

Alcune bottiglie di Asti rosa

 

Anche il Conero Docg ha aperto ai rosati e al metodo classico rosé, mentre è in arrivo il Primitivo di Manduria Rosato Doc, segno di un settore in piena evoluzione che vede nel rosa uno strumento di innovazione, flessibilità e dialogo con nuovi consumatori.

I numeri confermano il trend. Secondo un’analisi di Virgilio Romano di Circana, pubblicata dal Corriere Vinicolo, nei primi mesi del 2026 il comparto dei rosati ha mostrato una capacità di tenuta superiore rispetto al mercato del vino nel suo complesso. Il valore delle vendite è rimasto pressoché stabile (-0,2%), attestandosi a 48,7 milioni di euro, mentre i volumi sono diminuiti del 4,4%. A fare la differenza è stato il prezzo medio, cresciuto del 2,5% fino a 3,11 euro a bottiglia. Ancora più brillante la performance delle bollicine rosate, trainate dal Prosecco Rosé, in aumento del 2,9% a valore e del 6,5% a volume. Bene anche le Doc e Docg (+6,3% a valore), a conferma di come il consumatore sia sempre più disposto a premiare identità territoriali forti e produzioni di qualità. Il Cerasuolo d’Abruzzo resta la denominazione di riferimento tra i rosati fermi, ma il fenomeno ormai attraversa tutta la penisola, dal Piemonte alla Sicilia.

Dieci etichette da non perdere

Per celebrare il Rosé Day abbiamo selezionato dieci etichette che raccontano un’Italia in rosa sempre più sfaccettata: dalle pendici dell’Etna ai vigneti dell’Alto Adige, passando per Veneto, Piemonte, Liguria, Toscana e dall’Abruzzo del Cerasuolo, oggi considerato il riferimento più solido della categoria. Dieci bottiglie che dimostrano come il rosato abbia ormai abbandonato l’etichetta di vino stagionale per diventare una delle espressioni di riferimento nel panorama enologico italiano.

1. Bollicella – La Dama

(Veneto)

Un rosato frizzante sui lieviti che reinterpreta in chiave contemporanea la tradizione veronese. Bollicella di La Dama nasce a Negrar, nel cuore della Valpolicella, da uve Molinara in purezza provenienti da vigneti di 35-40 anni allevati a pergola veronese su terreni argillosi e calcarei. Dopo una breve macerazione di otto ore, necessaria a conferire il delicato colore rosato, il mosto fermenta spontaneamente in acciaio e affina per sei mesi. La presa di spuma avviene in bottiglia, senza filtrazioni, grazie all’aggiunta di mosto ottenuto da uve Molinara appassite, secondo una tecnica che restituisce autenticità e complessità al vino. Nel calice si presenta leggermente velato, con una luminosa tonalità rosa perlacea e un perlage fine e persistente. Al naso emergono profumi di agrumi, frutta a polpa bianca e leggere note di lievito. Il sorso è agile e dissetante, sostenuto da una vibrante acidità e dall’assenza di zuccheri residui, che ne esaltano freschezza e bevibilità. Ideale come aperitivo estivo, accompagna con naturalezza salumi misti, fritti leggeri e piatti semplici della tradizione mediterranea.

Prezzo: 19 euro

2. Pinot Nero Rosé Brut – Le Monde

(Friuli Venezia Giulia)

Pensato per accompagnare aperitivi al tramonto, cene all’aperto e momenti di convivialità, il Pinot Nero Rosé Brut di Le Monde nasce da vigneti coltivati su terreni argillosi e calcarei ricchi di microelementi. Dopo una pressatura soffice, la presa di spuma avviene secondo il metodo Charmat, con una lunga permanenza sui lieviti che contribuisce ad arricchirne il profilo aromatico. Nel bicchiere si presenta con un luminoso rosa tenue. Il naso richiama ribes, lampone, fragoline e petali di rosa, mentre il sorso è vivace e armonioso, sostenuto dalla naturale acidità del Pinot Nero e da un lieve residuo zuccherino che ne amplifica la piacevolezza. Si abbina particolarmente bene a salumi poco stagionati, tartare di pesce, ostriche e crudité di mare.

Prezzo: 11 euro

3. Lagrein Rosé – J. Hofstätter

(Alto Adige)

Un rosato che mostra la duttilità di uno dei vitigni simbolo dell’Alto Adige. Il Lagrein Rosé della storica tenuta J. Hofstätter, guidata dalla famiglia Foradori Hofstätter a Termeno, nasce con l’obiettivo di accompagnare momenti di convivialità raffinata ma informale, dall’aperitivo al tramonto alla cena estiva in giardino. Il colore è un rosa intenso, caratteristica naturale del Lagrein dovuta alla ricchezza cromatica delle sue bucce. Al naso emergono piccoli frutti rossi, fragoline di bosco e ribes, accompagnati da delicate sfumature floreali. In bocca si distingue per una trama vellutata, sostenuta da una vivace acidità che ne esalta freschezza e bevibilità. Ideale con salumi di qualità, antipasti saporiti, cucina mediterranea e carni bianche, è un rosato che coniuga precisione stilistica e identità territoriale.

Prezzo: 12,50 euro

4. Per Ti – Dosio

(Piemonte)

Un rosato che nasce da un’interpretazione originale dei vitigni tradizionali del territorio e che fa della convivialità la sua cifra distintiva, a partire dal nome, dedicato a un amico della tenuta che ne ha ispirato l’etichetta. Per Ti di Dosio si presenta nel calice con un colore rosa vivo e luminoso, preludio a un profilo aromatico fresco e immediato. Il bouquet è giocato su note di pompelmo rosa, ciliegia e lampone, che donano fragranza e piacevolezza senza rinunciare a una certa eleganza. Al palato si distingue per sapidità, mineralità e una delicata acidità che ne sostiene equilibrio e bevibilità, rendendolo particolarmente adatto ai momenti informali della bella stagione. Perfetto come aperitivo, accompagna antipasti, salumi, insalate, formaggi freschi, piatti di pesce e fritture, sorprendendo anche in abbinamento a preparazioni speziate della cucina indiana, come il pollo al curry.
Prezzo: 12-15 euro

5. Asti Docg Rosé Brut – Morando

(Piemonte)

È una delle espressioni più interessanti della nuova frontiera dei rosati piemontesi. L’Asti Docg Rosé nasce dall’incontro tra due vitigni aromatici simbolo del territorio, Moscato Bianco e Brachetto, recentemente ammessi insieme nel disciplinare della denominazione. La versione proposta da Morando si presenta con un colore rosa tenue e un perlage fine e persistente. Il bouquet unisce le note floreali, di pesca bianca e salvia tipiche del Moscato ai sentori di piccoli frutti rossi, fragoline e petali di rosa apportati dal Brachetto. Al palato è fragrante, fresco e immediato, con una piacevole morbidezza sostenuta da una vivace acidità. Uno spumante pensato per intercettare nuovi momenti di consumo: dall’aperitivo ai dessert a base di frutta, fino agli abbinamenti più contemporanei con cucina asiatica, finger food o pizze gourmet.

Prezzo: sui 13 euro


6. Acqui Rosato – Franco Ivaldi

(Piemonte)

Un Brachetto inedito, proposto in versione ferma per valorizzarne il lato più gastronomico e versatile. Ottenuto da una delicata pressatura diretta delle uve, l’Acqui Rosato di Franco Ivaldi si distingue per l’elegante colore rosa cipolla, cifra stilistica del vitigno. Il profilo aromatico è intenso e immediato, con note di petali di rosa, fragola fresca, lampone e leggere sfumature agrumate che ne esaltano la fragranza. L’affinamento in acciaio sulle fecce fini dona maggiore complessità e una piacevole morbidezza, mantenendo intatta la freschezza del sorso. Ottimo come aperitivo, si presta anche ad accompagnare antipasti mediterranei, cous cous di verdure, pesce al forno, crostacei e formaggi freschi. Un rosato dalla beva scorrevole e gentile, che racconta un volto meno conosciuto del Brachetto.

Prezzo: 15 euro

7. Mearosa – Cantine Lunae

(Liguria)

Con Mearosa, Cantine Lunae interpreta in chiave contemporanea una tradizione radicata da sempre nel Levante ligure. Il vino nasce dall’incontro armonioso di tre varietà a bacca rossa storicamente coltivate nel territorio – Ciliegiolo, Merlot e soprattutto Vermentino Nero, raro vitigno autoctono capace di apportare eleganza, freschezza e un tannino delicato. Le uve provengono dai comuni di Luni e Castelnuovo Magra e vengono sottoposte a una macerazione a freddo sulle bucce per 24 ore, seguita da una fermentazione a temperatura controllata, per preservarne finezza e integrità aromatica. Nel calice si presenta con un luminoso rosa cerasuolo. Il bouquet richiama frutti di bosco, fragola e melograno, accompagnati da note di ibisco e da un leggero tocco mentolato. Il sorso è fresco, armonioso e scorrevole, con il frutto ben sostenuto da una piacevole vena floreale nel finale. Un rosato dal carattere mediterraneo, perfetto per l’aperitivo, la cucina di mare e le serate estive all’aperto.

Prezzo: 12 euro

8. Villa Gemma Cerasuolo d’Abruzzo Doc Superiore – Masciarelli

(Abruzzo)

Se c’è una denominazione che oggi rappresenta meglio il momento d’oro dei rosati italiani è il Cerasuolo d’Abruzzo, indicato anche dagli analisti di Circana come il segmento più strutturato e dinamico tra i vini rosa fermi. La versione Villa Gemma di Masciarelli, firmata Marina Cvetic, nasce da una singola vigna situata a 400 metri di altitudine sulle colline di San Martino sulla Marrucina ed è ottenuta esclusivamente da uve Montepulciano d’Abruzzo. Nel calice sfoggia un brillante colore ciliegia, mentre il bouquet alterna note di ciliegie fresche, fiori di ciliegio, scorza di agrumi e petali di rosa. Il sorso è succoso, sapido e vibrante, capace di coniugare la struttura tipica dei rossi con la freschezza e la tensione gustativa dei bianchi. Un rosato gastronomico per eccellenza, perfetto con primi piatti estivi, cucina di mare, carni bianche e preparazioni mediterranee.

Prezzo: 18 euro

9. Il Marinetto – Sergio Arcuri

(Calabria)

Un rosato artigianale che racconta il volto più autentico del Gaglioppo e della viticoltura del Crotonese. Marinetto di Sergio Arcuri nasce da vigne di circa vent’anni allevate a cordone speronato su suoli calcareo-argillosi, sabbiosi e ghiaiosi, affacciati sul Mar Ionio. La lavorazione è essenziale e rispettosa della materia prima: dopo la diraspapigiatura, il mosto resta a contatto con le bucce solo per poche ore in vasche di cemento aperte, per poi fermentare spontaneamente e affinare per cinque mesi negli stessi contenitori, seguiti da un ulteriore riposo in bottiglia. Il risultato è un rosato dal colore luminoso e dalla personalità schietta, in cui il frutto croccante si accompagna a richiami mediterranei e a una sottile impronta salmastra. Il sorso è fresco, succoso e teso, sostenuto da una piacevole sapidità che ne allunga la persistenza e invita immediatamente a un nuovo assaggio. Un vino di grande bevibilità ma tutt’altro che semplice, ideale con pesce azzurro, fritture di mare, zuppe di pesce, cucina mediterranea e aperitivi vista mare.

Prezzo: sui 40 euro

10. Etna Rosato – Pietradolce

(Sicilia)

Un rosato di territorio, nato da una singola vigna in Contrada Zottorinoto, sul versante nord dell’Etna, a 750 metri di altitudine, firmato dalla famiglia Faro, pioniera della viticoltura del territorio. Le uve Nerello Mascalese, allevate ad alberello su suoli franco-sabbiosi ricchi di rocce vulcaniche, vengono raccolte a mano e sottoposte a una pressatura soffice, seguita da un affinamento in acciaio che ne preserva fragranza e precisione aromatica. Al naso emergono piccoli frutti rossi, erbe mediterranee e delicate sfumature fumé, mentre il sorso si distingue per freschezza, tensione minerale e una piacevole sapidità che accompagna il finale. È un rosato dalla forte personalità, elegante e gastronomico, ideale con crostacei, tonno scottato, pesce azzurro e cucina mediterranea contemporanea.

Prezzo: circa 28 euro

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