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Vive 3 anni con la leva del freno della bici nella schiena, poi la scoperta

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Per anni non ha avuto dolore, non si è mai accorto che in seguito a una caduta in bici, la leva del freno gli si era conficcata nella schiena. Poi un dolore a una gamba e la scoperta sconcertante: per tre anni ha vissuto con un pezzo di metallo di 5 centimetri e mezzo conficcato nella schiena. Penetrata dal fianco attraverso una piccola ferita, la leva nel tempo era arrivata fino alla regione lombare, a contatto con una radice nervosa. Per rimuovere è stato necessario un intervento di chirurgia ad alta complessità eseguito dall’équipe ortopedica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Palidoro.

La vicenda ha dell’incredibile: dopo la caduta dalla bici il ragazzo aveva continuato a fare sport e a condurre una vita normale, senza problemi. A 13 anni, però, ha iniziato ad avvertire dolore alla gamba destra e, successivamente, un fastidio generale a entrambi gli arti inferiori. Gli accertamenti neurologici non evidenziavano alterazioni, ma una radiografia della colonna, eseguita per approfondire quei disturbi, ha mostrato invece la presenza di un oggetto metallico allungato e ricurvo nella regione lombare, a sinistra della colonna. La posizione della leva, a stretto contatto con un nervo e con strutture profonde dell’area lombare, rendeva particolarmente complessa la sua rimozione.

Per questo motivo il giovane è stato indirizzato al Bambino Gesù di Palidoro dove sono stati completati gli accertamenti, valutata la posizione del corpo estraneo e programmato il delicato intervento in condizioni di sicurezza.

Attraverso un esame di tomografia computerizzata è stato possibile ricostruire anche il percorso dell’oggetto: lungo circa 5,5 centimetri, era penetrato nel fianco sinistro e aveva raggiunto la regione lombare con la punta a ridosso del forame di coniugazione tra la terza e la quarta vertebra lombare, ovvero il canale attraverso il quale passa la radice nervosa. Nel tempo, intorno al corpo estraneo si era formato un involucro di tessuto fibroso che lo aveva inglobato e isolato dai tessuti circostanti.

Il ragazzo è stato operato da Leonardo Oggiano, dell’équipe di Ortopedia e Traumatologia del Bambino Gesù di Palidoro, guidata da Pier Francesco Costici, responsabile dell’Unità operativa. L’intervento, durato circa tre ore, è stato eseguito attraverso una piccola incisione nella parte posteriore della schiena, in corrispondenza della colonna.

Per raggiungere il corpo estraneo è stato necessario creare lo spazio attorno alla radice nervosa e procedere con una neurolisi, cioè la procedura di «liberazione» della radice dall’oggetto e dalle aderenze dei tessuti circostanti. La radice è stata protetta in tutte le fasi dell’intervento fino alla completa separazione dalla leva del freno, poi estratta integra.

«La difficoltà principale era rappresentata dalla posizione della leva, che si era portata nello spazio foraminale, proprio nel punto in cui dalla colonna fuoriesce la radice nervosa», spiega Leonardo Oggiano, responsabile di alta specializzazione in chirurgia vertebrale dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù.

«Abbiamo dovuto liberare progressivamente il nervo dal corpo estraneo lavorando con estrema precisione per preservarne la funzionalità. Il monitoraggio neurofisiologico ci ha permesso di verificare durante tutte le fasi dell’intervento che le strutture nervose continuassero a funzionare correttamente. Una volta completata questa manovra di distacco dell’oggetto, siamo riusciti a estrarre la leva integra»

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