“Vivere a lungo, vivere meglio”. Sembra una considerazione scontata, ma non lo è. Perché – e questo è noto – la longevità della vita non coincide, o coincide sempre meno con la qualità della vita, e arriva il momento in cui nemmeno la batteria di visite, esami, farmaci, persino la chirurgia, riesce ad arginare il naturale declino dell’organismo, fisico e mentale. La vecchiaia, insomma. Che purtroppo fa il paio con la non autosufficienza: anche quella progressiva, più o meno ritardata ma inevitabile. Una parabola, in discesa, da cui nessuno può prescindere, a meno di eventi traumatici, definitivi.
L’evento alla Lavazza
L’appuntamento organizzato da La Stampa e dalla Regione venerdì 30 ottobre alla Nuvola Lavazza (9,30-13.30) nasce da questo assunto. E dai problemi che prospetta, tutti enormi. Un’assistenza domiciliare degna del termine, per permettere agli anziani e ai disabili di restare nella loro casa il più a lungo possibile, in condizioni di dignità. Le Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, per rendere comunque degni gli ultimi anni di vita, tanti o pochi, quando la permanenza a casa diventa impossibile, nonostante la volontà dell’interessato e l’affetto delle famiglie: perché qualunque dimora, grande o piccola, non è stata costruita a scopo assistenziale, quindi il problema delle barriere architettoniche, perché comunque va attrezzata (letto ortopedico, sollevatore, bagno in sicurezza). E anche così, anche se si riesce a predisporre tutto questo, ammesso che le Asl lo passino in tempi brevi o le famiglie abbaino le risorse per acquistarlo, perché resta da mettere in piedi l’altra parte dell’assistenza: badanti, e una non basta, infermieri o oss per il monitoraggio e gli esami, da ripetere con cadenza regolare, farmaci, solitamente parecchi, da assumere in giorni e orari diversi, più volte al giorno. Un sistema, insomma, che può ritardare ma spesso non evitare il momento dell’ingresso in una struttura nata per questi scopi e ad essa deputata.
Di cosa si parla
Tra il dire e il fare ci sono di mezzo un sacco di cose: pochi posti in convenzione nelle Rsa, assistenza domiciliare sovente sui generis, procedure lunghe, sovente ridondanti e farraginose, liste di attesa, la mancanza di una rete sociale. E famiglie, peraltro sempre più ridotte e già sotto pressione per un’infinità di altri motivi, che pur con tutta la buona volontà non ce la fanno a prendersi cura di chi amano, come dovrebbe essere.
«Vivere a lungo, vivere meglio», l’evento di domani, non ha la pretesa di risolvere il problema ma di gettare le basi per superarlo: analizzando i limiti del sistema attuale e valutando i margini di miglioramento, anche guardando a modelli già sperimentati altrove. Non ultimo, dando la parola a quanti, a vario titolo, sono coinvolti: le istituzioni, i gestori delle residenze, i sindacati, i medici, le associazioni. E i cittadini, ai quali il nostro giornale dà voce da mesi nell’ambito di un’inchiesta avviata ai primi di luglio e mai interrotta, stante i riscontri che ha ricevuto e continua a ricevere.
Il programma
Il programma della mattinata è stato costruito per affrontare tare il problema a 360 gradi. In apertura i saluti istituzionali: la Regione, con l’assessore alle Politiche sociali Maurizio Marrone, e il Comune.
A seguire, una serie di sessioni tematiche moderate dai giornalisti de La Stampa.
- L’analisi del fenomeno, con Alessandra Ghisleri, direttrice Euromedia Research ed editorialista La Stampa; Cristina Freguja, direttrice Dipartimento per le statistiche sociali e demografiche dell’Istat; Leonardo Palombi, direttore scientifico Fondazione Età Grande ETS.
- I gestori delle Rsa: con Michele Colaci, presidente Confapi Sanità Piemonte; Paolo Spolaore, co-presidente Commissione Sanità Piemonte; Dimitri Buzio, presidente Legacoop Piemonte; Enrico Pesce, presidente Confcooperative Federsolidarietà Piemonte.
- I sindacati: Giorgio Airaudo, segretario generale Cgil Piemonte; Luca Caretti, segretario generale Cisl Piemonte; Chiara Maffè, segretaria generale Uil Piemonte.
- Il mondo della solidarietà: Andrea Gavosto, consigliere delegato di Specchio dei tempi dialogherà con Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza.
- I medici: Giordano Fausto Pili, geriatra del Mauriziano, e Fabio De Iaco, direttore Medicina Emergenza Urgenza del Maria Vittoria. Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, interverrà sul ruolo della politica nazionale. Antonio Decaro, presidente Regione Puglia, Stefano Lo Russo, sindaco di Torino e Roberto Pella analizzeranno il fenomeno dal punto di vista degli enti locali. Mario Nava, direttore generale della DG EMPL – Commissione Europea, sul ruolo della politica in Europa.
- Le conclusioni con Alberto Cirio, presidente della Regione; Antonio Di Rosa, direttore La Stampa; Mariella Enoc, Coordinatrice Silver Economy Confindustria Piemonte.
Angolature diverse per andare a fondo del problema e prima ancora per rendere la complessità del problema, alternate alle video testimonianze delle associazioni come dei caregiver. Ci sarà spazio per qualche nota di leggerezza con Bruno Gambarotta, scrittore e firma de La Stampa: il tema del suo contributo, «Vecchi sarete voi», è già un programma. La giornata di confronto termina alle 13.30.
Una realtà, diversi aspetti, un comune denominatore. Tutti, cominciando dalla Regione, sono consapevoli che il meccanismo attuale non regge più. Non a caso, Alberto Cirio interpreta la giornata di venerdì come la prima tappe per disegnare una riforma del Welfare rispondente alle nuove esigenze di una popolazione sempre più anziana. C’è soltanto una cosa peggiore che vedere un genitore invecchiare, e declinare: non potergli garantire tutta l’assistenza di cui necessita, e di cui avrebbe diritto, nel tempo che gli resta. Purtroppo, oggi per molti questo diritto non è garantito.
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