“Il self publishing è un settore sempre più in crescita, perché dà la possibilità all’autrice e all’autore di essere editore di sé stesso, e grazie alle tecnologie e ai social di promuovere le proprie opere in autonomia, come qui al Salone del Libro di Torino. Il nostro compito è di supportarli al meglio”. Sara Speciani, trent’anni di esperienza in campo editoriale, esperta di comunicazione, milanese, è considerata la “Regina del Self Publishing”. Lo stand da lei organizzato e curato al Padiglione 2 del Salone del Libro 2026, “Area Pro” e “Self Publishing” è tra i più grandi e frequentati. E si notano, in numero maggiore, tante giovani lettrici, tutte in coda per acquistare un fantasy di successo. Un trend, quello della “pubblicazione fai da te”, che gode di un mercato in forte crescita, ed è fenomeno in esplosione anche in Italia, grazie alla collaborazione con importanti piattaforme (come Kindle Direct Publishing che vende direttamente su Amazon, e-commerce per eccellenza) o Youcanprint, scelta più conveniente per il cartaceo. E il self sta creando autori appetibili anche all’esterno, per le stesse case editrici tradizionali che spesso richiedono gli autori auto pubblicati.
“Tecnologie e social a vantaggio della pubblicazione self”
“Il passaparola e i social stanno facendo la differenza per questo fenomeno – ci dice Sara Speciani – L’autore si muove in piena autonomia e creando una sua community riesce ad avere tanta visibilità e vendere molto. Le nuove tecnologie hanno poi fatto sì che fosse a portata di tutti, e poi vi è possibilità di stampare piccole tirature e poi vendere. Un po’ come fanno alcune piattaforme, come Amazon Kdp, che mettono a disposizione degli autori sistemi sempre più sofisticati. Buona parte della promozione parte dai social, e questo vale per editori e autori. Anche se l’editore tende ad essere più freddo nella comunicazione, mentre l’autore ascolta e discute più liberamente. Quindi i vantaggi siono facilità tecnologica di accesso, e comunicazione social che permette al lettore di saltare ogni mediazione”.
Come candidarsi come autori
“Per il Salone del Libro apriamo le candidature alla Libreria Self a settembre – aggiunge la Speciani – e chiediamo di inviare copertina e retrocopertina, un capitolo e un riassunto. Poi questi elementi vengono esaminati da un editor di esperienza. La selezione costa 50 euro più iva. Per chi passa, questa cifra vale come acconto, per cui non si spende nulla in più di ciò che l’autore dovrebbe spendere. Ci sono poi coloro che non passano: sono in molti che non stanno attenti a grafica, editing, e correzione di bozze. In questi casi, noi mandiamo 4 pagine dove spieghiamo esattamente i punti di debolezza e di forza. E questo serve poi per riprovare a candidarsi in seguito, e l’editor è disponibile ad un call di 20 minuti per spiegare il tutto. E’ un supporto all’autore quindi, e non solo una selezione”. E la distribuzione e diffusione? – chiediamo: “Non se ne occupa il Salone con il nostro stand, ma qui offriamo la possibilità di vendere al pari degli altri editori. Gli autori hanno il loro banchetto. E poi o vanno su Amazon Kdp, e vendono quasi tutto online , oppure su Youcanprint, che lascia tutti i diritti all’autore ma di fatto è assimilabile ad un editore, e ha una distribuzione”.
Le collane: Romance in testa
“I trend emergenti rispecchiano ciò che offre il mercato e quindi soprattutto il Romance, che è quello che vende di più – precisa la Speciani – perché soprattutto le ragazze lettrici hanno una propensione a questo genere. E poi il fantasy e fantascienza, e narrativa generica. E poi ancora biografie e saggistica, che però è più complicato venderle al Salone, perché l’assortimento è meno ampio. E’ come in una libreria: io più un genere di libri trovo, e più è probabile che compro uno o più libri. E comunque noi avvisiamo sempre prima l’autore sul fatto che in genere si venda di più o di meno.
Collaborazione con le case editrici
Obiettivi futuri?: “Fare accedere sempre più gli autori più bravi e qualificati, che hanno anche investito sui loro lavori – conclude – perché possano partecipare autonomamente e che vi sia un’integrazione di filiera tra l’editoria tradizionale e quella self. A mio parere molti autori self hanno desiderio di farsi pubblicare da una casa editrice, per raggiungere determinati canali , ma allo stesso tempo vogliono autonomia per altre pubblicazioni. E’ una commistione che funziona molto bene, perché l’autore self si muove molto bene sui social e trascina anche il titolo dell’editore. Quindi il nostro obiettivo è tenere conto di tutta la filiera, e promuove il libro per farlo arrivare al mercato”.
Giusy, Giulia, Adriana, e il Gruppo Scrittori Uniti
Nell’area del Fantasy, c’è Giusy Currò, autrice Self del Salone del Libro: “Il mio libro è Dhampyr, una storia tutta italiana tra vampiri, di ideologia slava. E’ un Urban fantasy ambientato a Milano di una ragazza di 25 anni che vuole vivere nuove avventure. E’ un libro letto non solo da ragazze, ma anche dalle mamme, e ovviamente per tutti. E fa parte di una trilogia, ideale per chi vuole uscire dai mondi dei soliti fantasy. E’ un po’ diverso. La mia esperienza qui al Salone del Libro, appartenente al Gruppo Scrittori Uniti, è importante perché ce lo fa vivere con lo spirito di condivisione e con libri di altri autori”. Giulia Visiola, è autrice fantasy e narrativa: “Ho scritto “Il cuore di Vanora”, che parla di manipolazione e abuso in varie forme, raccontate anche per i giovani con la chiave fantasy. Sono tematiche ancora poco dibattute ma purtroppo molto presenti nella società. Ma vanno dal piccolo, al grande alla scuola alle aziende e sfocia in situazioni settarie che dall’alto governano una città. E’ una saga di 4 volumi e il finale vero e proprio è nell’ultimo volume. Quest’anno ho presentato un racconto in antologia Delos, grazie a Claudio Secci, un racconto fantasy giapponese che racconta di perdite e come ritrovarsi”. Adriana Porto, è autrice nell’area narrativa Self: “Sono qui grazie al Gruppo Scrittori Uniti. E presento una raccolta di storie vere, di donne che hanno avuto un passato turbolento che ne sono uscite grazie ad una passione, tipo sport e viaggi. Nasce dalla voglia di scrivere la mia storia personale e dal primo racconto ho ascoltato altre donne, un po’ un atto terapeutico”.
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