La Germania torna all’anno zero nella difesa dalla guerra ibrida che, col drone esplosivo scoperto nell’aeroporto di Lipsia il 4 agosto, entra in una nuova più preoccupante fase. Il ritrovamento cancella i passi avanti compiuti dalle autorità tedesche per far fronte a questa minaccia da quando la Russia ha invaso l’Ucraina nel 2022. Un’azione tardiva da parte di chi, per decenni, si è cullato nel sogno della pace perpetua. Solo con la svolta epocale del ritorno della guerra in Europa, la prima potenza del continente si è decisa a recuperare il ritardo nella difesa. Nella guerra ibrida, di cui la Russia è storicamente maestra, la Germania rimane tuttavia vulnerabile. Lipsia mostra i limiti della risposta tedesca al conflitto delle ombre, che è operativo, cognitivo, psicologico. In Germania dove “nulla disturba la riflessione astratta” per Madame de Staël, le autorità sono consapevoli della minaccia, ma stentano nella difesa attiva. Un ostacolo è la ripartizione delle competenze tra governo federale e Stati: non si sa da chi, come, quando un drone possa essere abbattuto. Per un migliore coordinamento sono stati istituiti a Berlino due centri congiunti: uno per la difesa antidrone nel 2025, l’altro per quella dalle minacce ibride a giugno. Non è bastato.
A Lipsia la Germania si è ritrovata in quello che il ministro dell’Interno, Alexander Dobrindt, ha descritto come «uno scenario da attacco ibrido professionale».
Per la prima volta, un drone esplosivo è entrato in territorio tedesco, segnando un salto di qualità nella guerra ibrida. Dobrindt ha avvertito che la minaccia è «elevata, non astratta» e ci si confronterà «ancora» con casi analoghi. Dopo aver rimarcato che il drone di Lipsia era concepito per aggirare le difese dell’aeroporto, il ministro dell’Interno ha messo in guardia dall’accusare immediatamente la Russia. Al tempo stesso, Dobrindt ha affermato che «potenze straniere sono coinvolte» nelle minacce ibride e puntano a creare «insicurezza in Germania». La Russia è «il principale sospettato» di un «attacco contro la Germania» per Peter Neumann, professore di Studi sulla sicurezza al King’s College di Londra. A Mosca va comunicato che l’attacco di Lipsia «non è accettabile», ha tuonato l’accademico invocando «una deterrenza che funzioni». Dobrindt replica con l’impegno a rafforzare la difesa dai droni.
Intanto, emergono inquietanti dettagli dalle indagini a Lipsia, dal cui aeroporto partono gli aiuti per l’Ucraina, armi comprese. Il drone esplosivo è stato trovato presso un aereo cargo An-214 della compagnia ucraina Antonov in cui, secondo indiscrezioni, erano stivate munizioni francesi. Il ministero dell’Interno smentisce, ma permane lo spettro di una detonazione che si propaga agli altri aerei della Antonov in sosta nelle vicinanze con conseguenze devastanti. È, invece, concreta la pericolosità del drone che risulta assemblato da professionisti. La batteria garantiva un prolungato tempo di volo su lunghe distanze, la carica di esplosivo plastico Semtex avrebbe massimizzato il potenziale distruttivo. Inoltre, il drone è stato realizzato per essere invisibile ai sensori di sicurezza dell’aeroporto di Lipsia, di cui gli autori dell’attacco erano a conoscenza.
Alla pista investigativa per terrorismo se ne aggiunge una per spionaggio, col sospetto di una talpa a rivelare informazioni sulla sicurezza dello scalo. Mentre le indagini proseguono in tutte le direzioni, la guerra ibrida continua. In Turingia, è stato arrestato un ucraino sospettato di spionaggio a scopo di sabotaggio contro un’azienda della difesa in Baviera. Un agente di basso livello che aveva già trasmesso informazioni ai servizi segreti dello Stato straniero per cui lavorava. Di nuovo, il profilo di spie e sabotatori non professionali che la Russia ingaggia per colpire nell’ombra in Europa, dove prepara operazioni sotto falsa bandiera. È l’avvertimento della Lituania: il Cremlino è pronto ad attaccare infrastrutture nel Baltico con droni ucraini. Intanto, mentre era in rotta nel Mar Nero al largo di Odessa in Ucraina, il mercantile “Emil” di proprietà della compagnia di navigazione tedesca Blumenthal è stato colpito da droni russi. A bordo è divampato un incendio, ma l’equipaggio è rimasto incolume. Nessuna vittima neanche a Lipsia, ma il drone esplosivo nell’aeroporto ha provocato sgomento, insicurezza, paura. Nella guerra ibrida che ha mosso contro l’Europa, la Russia segna un punto a suo favore.
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