La Juve ritrova l’Inter e anche Yildiz (sotto gli occhi di Del Piero)

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PERTH. Sempre più Yildiz, sempre più Juve. Nell’amichevole – chissà quanto amichevole – in programma oggi alle 13 italiane contro l’Inter, il numero 10 bianconero rosicchia un altro po’ di minutaggio e palcoscenico. La prossima tappa del percorso studiato ad hoc per provare ad eliminare completamente i fastidi emersi dal finire della scorsa stagione prevede che il talento turco giochi un tempo all’Optus Stadium di Perth (il primo o il secondo, è tutto da scoprire). Ma è certo che Yildiz farà la sua parte tanto per cominciare con la presenza: sponsor e organizzatori locali auspicano del resto, quanto i tifosi bianconeri, di vedergli fare cose memorabili. Ovvio. Tra i bianconeri, manco a dirlo, è lui l’uomo immagine. Per distacco. Tanto più in una tournée in cui gioca sotto gli occhi (e praticamente vive fianco a fianco) di Alessandro Del Piero. L’effetto è doppio.

Al limite sarà Luciano Spalletti colui che più o meno inconsciamente starà dalla parte del «Kenan, non esageriamo». Vuoi dal punto di vista fisico (guai a forzare troppo e procurarsi infortuni proprio ora), vuoi dal punto di vista… tecnico. Non si sa mai, a mercato ancora aperto è pericoloso fare «troppo bene». Per ciò che riguarda la Juventus, in ottica Yildiz, il pericolo numero uno è rappresentato dall’Arsenal: i Gunners stanno faticando più del previsto a metter le mani su Vinicius Jr, dunque iniziano a prendere in considerazione l’ipotesi Kenan. L’ex amministratore delegato Damien Comolli aveva dichiarato urbi et orbi che Yildiz sarebbe stato incedibile. Il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali proclami del genere non ne ha mai fatti. Pragmatico, lo sa bene che qualsivoglia offerta deve comunque essere ascoltata. Eppoi valutata. Eventualmente rifiutata, se possibile.

Ma tant’è. Al momento, comunque, Yildiz prenderà la scena in campo. In una sfida che, Spalletti dixit, «rappresenta la classica partita nella quale si riesce a vedere la mentalità della squadra e ci si rende conto se stiamo lavorando nella direzione giusta oppure no. Chiaro che l’Inter è una rivale tostissima come lo è stato il Chelsea, dunque ci sarà bisogno di essere squadra in tutti i momenti della partita». Spalletti smussa i rischi di animi surriscaldati dopo le clamorose vicende dell’ultimo incrocio con l’Inter a San Siro (Kalulu-Bastoni e ciò che ne è seguito). «Per quel che ci riguarda continueremo con la nostra linea: non abbiamo creato strascichi, non abbiamo riparlato molto di quelli che sono stati i comportamenti in campo. In questa sfida dobbiamo solo pensare a fare una bella partita contro i più forti del nostro campionato e riuscire a imparare più cose possibili per arrivare al loro livello».

Giusto, per colmare il gap è cosa buona e giusta imparare dagli altri. Nonché, in questo caso, riuscire ad aggiungere qualche altro elemento di valore in squadra. Luciano Spalletti sta iniziando ad entrare nell’ordine di idee che un nuovo centravanti non ce l’avrà (a meno che non si sblocchi qualche affare alla Zirkzee), attende però in tempi rapidi altre due pedine. Per Zion Suzuki e Jhon Lucumì sale il pressing.


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