Un giudice federale di Oakland (California) ha approvato l’accordo tra Paramount Skydance e un gruppo di dodici Stati americani relativo all’acquisizione di Warner Bros Discovery per 110 miliardi in cambio di una serie di impegni assunti dal gruppo mediatico. La decisione pone ufficialmente fine a quasi tre mesi di procedimento per rischio di violazione delle norme sulla concorrenza e rimuove l’ultimo ostacolo alla creazione di un colosso del cinema e della televisione.
La giudice Araceli Martinez-Olgun ha omologato il documento senza modifiche rispetto alla versione inizialmente presentata dalle parti. Per soddisfare i procuratori degli Stati che contestavano l’operazione, tra cui quelli della California, di New York e del Massachusetts, Paramount Skydance ha promesso, in particolare, di aumentare le proprie spese di produzione di 300 milioni di dollari all’anno.
Il gruppo risultante dalla fusione è inoltre tenuto a distribuire nelle sale almeno 30 nuovi film ogni anno durante i primi due esercizi dell’accordo, poi 32 dal terzo al quinto anno, con una finestra di distribuzione in sala di 45 giorni prima della commercializzazione in video on demand. In caso di mancato rispetto, l’azienda sarebbe costretta a cedere lo studio Miramax (franchise cinematografici come “Scary Movie” e “Halloween“, tra gli altri).
Paramount,guidata dall’alleato di Donald Trump David Ellison, ha vinto a febbraio una gara d’appalto contro Netflix per il controllo di un portafoglio di asset che comprende Warner Bros. Pictures, Cnn e il servizio di streaming Hbo Max. L’amministrazione ha approvato l’operazione, una delle più grandi fusioni nel settore di sempre, nel mese di giugno, ma poi 12 Stati hanno fatto causa per bloccarla.
Secondo quanto rivelato dai media dietro la maxi acquisizione ci sarebbero 24 miliardi di dollari provenienti dai fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi nonché ingenti finanziamenti del padre di David Ellison, il miliardario fondatore di Oracle Larry. Paramount ha minacciato di trasferirsi fuori dalla California se il procuratore generale dello Stato non avesse ritirato la causa
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