Home Business Gasolio, cosa significa il rilascio delle riserve e come cambiano i prezzi...

Gasolio, cosa significa il rilascio delle riserve e come cambiano i prezzi e i mercati

0
2

TORINO.Cento milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi, da immettere sul mercato a partire da subito e nell’arco di quattro mesi. I leader del G7 hanno concordato un rilascio coordinato delle riserve attraverso l’Agenzia internazionale per l’energia, con un consistente rilascio di diesel concentrato nei primi 20 giorni. La decisione arriva al termine di una videoconferenza convocata dalla Francia, presidente di turno, dopo il pressing di Washington. «L’Europa ha appena concordato di rilasciare un’enorme quantità delle sue ingenti riserve di gasolio», aveva anticipato Donald Trump su Truth.

Qual è l’effetto sui prezzi?

L’effetto sui prezzi può essere rapido. «Un grande rilascio di riserve di diesel potrebbe abbassare i prezzi all’ingrosso di 20-30 dollari al barile, circa 10-15 centesimi al litro alla pompa», spiega Alan Gelder, vicepresidente di Wood Mackenzie, alla Cnn. Per lui gli automobilisti vedrebbero il calo in pochi giorni, per George Shaw, analista della società di dati Kpler, servono una o due settimane.

Cosa sono le riserve?

Le riserve sono un obbligo. Ogni Paese Ue deve tenere petrolio e derivati pari a 60 giorni di consumi interni o a 90 di importazioni, se superiori, ricorda Gelder, e i grandi Paesi arrivano a 70-100 giorni: Liberarle significa portare sul mercato prodotto che resterebbe nei depositi. Conta il volume: la proposta francese prevedeva 50 milioni di barili di gasolio. Per Shaw è una quantità consistente, perché a settembre Ue e Regno Unito ne hanno importati da fuori 24,25 milioni. Sarebbe il doppio di un mese di import.

Cosa sta succedendo sui mercati?

Il punto di partenza è alto. Dalla fine di febbraio, con la guerra tra Stati Uniti e Iran, il prezzo di riferimento europeo del diesel è più che raddoppiato. Le raffinerie russe colpite dai droni ucraini non lavorano a pieno regime, e da Medio Oriente e Asia arriva meno prodotto.

Il sollievo, però, sarebbe breve. «Ogni nuovo rilascio fa solo guadagnare tempo», avverte Gelder: l’offerta mondiale resta sotto la domanda, «continuiamo ad attingere alle scorte e siamo esposti alle politiche di export di altri, come gli Stati Uniti».


Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it