Nuovi assalti in due scuole a Torino stamane da parte di un gruppo di giovani incappucciati. È successo questa volta agli istituti di istruzione superiore Giuseppe Peano di Torino, alla periferia nord, e all’Avogadro. Se all’Avogadro non ci sono stati danni dopo l’intervento delle forze dell’ordine, al Peano invece l’edificio è stato danneggiato così tanto da dover probabilmente restare chiuso nei prossimi giorni. Il copione è lo stesso andato in scena ieri al Boselli dove gruppi di incappucciati, probabilmente estranei alla scuola stessa, hanno fatto irruzione nelle aule devastando gli uffici, spaccando computer e scaricando gli estintori. Se il Boselli è stato chiuso oggi l’assalto degli incappucciati ha portato questa mattina all’intervento della polizia e alla chiusura della scuola per motivi di sicurezza e perché i locali sono inagibili al Peano.
Il gruppo di giovani con il volto coperto si è introdotto nell’edificio, danneggiando arredi e attrezzature. Anche qui, alcuni estintori svuotati. L’istituto risulta al momento chiuso perché non sarebbe possibile garantire le condizioni per lo svolgimento delle lezioni.
La protesta al Sommeiller, Convitto e altri licei
All’istituto Paolo Boselli ieri erano intervenuti i carabinieri e sono in corso le indagini. Un giovane è stato denunciato.
Scaricano gli estintori della scuola, la protesta all’istituto Dalmazio Birago di Torino
Si allarga intanto la mobilitazione nelle altre scuole superiori torinesi. Da questa mattina sono in stato di agitazione anche il Passoni, il Cattaneo, il Bosso Monti, il Plana, il Copernico-Luxembourg, il Convitto Umberto I, il Sommeiller e l’Erasmo da Rotterdam di Nichelino. Nei licei D’Azeglio e Galfer è in corso un’assemblea così come a Chieri al liceo Monti e all’Istituto Vittone.

Lucchetti al Cattaneo: «riprendiamo uno spazio che è nostro»
Occupato anche il liceo scientifico Carlo Cattaneo . Questa mattina gli studenti hanno chiuso con lucchetti gli ingressi della succursale di via Postumia. Al centro della protesta ci sono le condizioni dell’edificio, dove, secondo gli studenti, l’acqua piovana entra nell’auditorium, ci sono infiltrazioni sui soffitti e sui muri e buchi nelle pareti che non vengono riparati da tempo. Gli studenti chiedono interventi immediati alla Città metropolitana di Torino, competente per la manutenzione degli edifici scolastici superiori. «Facciamo lezione in un edificio che cade a pezzi e nessuno ci dà risposte», denuncia una portavoce degli occupanti. «Ma non è solo un problema di manutenzione, è il risultato di anni di scelte politiche. Chiudere la scuola con i lucchetti non vuol dire comunque lasciarla vuota». Durante l’occupazione sono previste assemblee e laboratori autogestiti. «In questi giorni l’auditorium dove piove diventa il luogo delle nostre assemblee e le aule si riempiono di discussioni e di laboratori che decidiamo noi. Ci stiamo riprendendo uno spazio che è nostro e che per anni è stato lasciato andare in rovina, perché vogliamo dimostrare che una scuola diversa possiamo costruirla noi studenti», spiega la studentessa. La protesta riguarda anche i finanziamenti alla scuola pubblica e le spese militari. «Studiamo scienze per costruire futuro, non per vedere la ricerca piegata al dual use e all’industria bellica» dichiarano i ragazzi.
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