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I sindaci: “Il governo ci convochi”. Meloni: vertice sulla sicurezza

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Seconda giornata nera per Milano, colta di sorpresa dai disordini di sabato e poi colpita di nuovo e con ancor più violenza ieri pomeriggio. «Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. Nessuna comprensione, soprattutto per quello che ho visto oggi nelle vie del centro» dichiara il sindaco Beppe Sala in serata precisando che «la richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città». La cronaca di danni e saccheggi che peggiora di ora in ora impone di mettere da parte sia le considerazioni della mattinata sull’«insufficienza» delle forze dell’ordine in piazza Duomo che lo scomposto affondo arrivatogli da Matteo Piantedosi. Il ministro dell’Interno ha bollato le prime dichiarazioni di domenica del primo cittadino come «il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo».

«Indecente. Pensi a fare la sua parte» la replica di Sala che con altri otto sindaci del centrosinistra chiede al Governo una convocazione «al più presto». «Mai complici delle violenze – scrivono i primi cittadini di Roma, Firenze, Bari, Bologna, Torino, Napoli, Genova e Cagliari -. Le nostre città soffrono per il carovita e tutto ciò che comporta. Questa situazione mette a dura prova le nostre comunità, acuendo le tensioni e merita risposte immediate».

Intanto con le devastazioni nelle vie del centro di Milano, Torino e Roma e l’impressionante bilancio di feriti, sia tra la polizia che i manifestanti, fermati e arrestati l’immediata risposta della premier Giorgia Meloni è convocare per domani un vertice sulla sicurezza. Presenti i vertici di servizi e forze dell’ordine, Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto e i due vicepremier. Fratelli d’Italia si rivolge alle opposizioni per chiedere la sottoscrizione di una proposta di legge, nata dopo gli ultimi disordini No Tav in Val Susa «che estende il reato di associazione a delinquere agli sfascisti che si organizzano, anche in modo occasionale o via web, per trasformare i cortei in guerriglia urbana». Il leader della Lega Matteo Salvini ha già in tasca la sua soluzione. Traslare in un decreto alcune delle misure del disegno di legge sulla sicurezza varato dal governo a metà luglio e ora in esame al Senato per poi estenderle anche ai minori: procedibilità d’ufficio per lesioni a pubblico ufficiale e la reclusione fino a 5 anni, con multa fino a 15mila euro per il nuovo reato di «danneggiamenti di gruppo» con la possibilità di ricorrere all’arresto differito. Da Telelombardia il vicepremier sposta lo sguardo dalle violenze al dibattito sulla cittadinanza: «Spero che queste immagini tolgano dal dibattito politico una volta per tutte il tema diius scholae, ius soli o la concessione della cittadinanza prima dei diciotto anni. Ci sono anche degli italiani imbecilli e delinquenti, ma quelli ce li dobbiamo tenere».

In serata interviene il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che anticipa i tavoli di sindaci e governo con una riunione straordinaria dei vertici di Forza Italia convocata ieri pomeriggio e conclusa con alcune idee per «avere subito il controllo totale del territorio a difesa dei cittadini e degli esercizi commerciali». La ricetta di FI è inviare e arruolare più forze dell’ordine e «accelerare l’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni, per poter procedere con l’arresto specie nei casi di devastazione e saccheggio». E lancia l’idea di un consiglio dei ministri da tenersi a Milano per mostrare «solidarietà con cittadini ed esercenti». Se il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo bolla il disagio giovanile come «retorica dietro cui non ci si può più nascondere», la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein apre alla manifestazione su carovita e salari proposta da Alleanza Verdi e Sinistra. «Non usiamo i violenti – continua Schlein dall’Eur – per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere».


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