Home Business Antonelli batte anche il virus, scatta l’operazione Mondiale

Antonelli batte anche il virus, scatta l’operazione Mondiale

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CITTÀ DEL MESSICO. «Adesso voglio chiudere in bellezza». Kimi Antonelli ci aveva lasciato così ad Austin, dopo la nona vittoria della stagione, quella della conferma definitiva – se ancora ce ne fosse stato bisogno – di un dominio incontrastato, del Mondiale ormai in tasca. Poi è sparito, scomparso dai radar e anche un po’ dai social, colpa di un’influenza virale contratta prima della partenza dal Texas che ieri ha consigliato un giorno di riposo in più. Niente di grave, un po’ di legittima febbre da titolo, già altissima ovunque: come previsto, Kimi è regolarmente riapparso nel paddock poco fa. Attesissimo, accolto come una star al grido di «Kimi campeòn», pur con la consueta disponibilità a dispensare autografi e a comparire nei selfie degli appassionati, ha fatto fatica a farsi largo tra la folla per percorrere il centinaio di metri che separa i tornelli d’ingresso dall’hospitality Mercedes. In divisa verde, un omaggio ai colori del Messico, a un certo punto ha anche rischiato di inciampare, dovendosi fermare per legarsi le scarpe. Quel che importa è che si sia ripreso dal malessere e sia pronto a scendere in pista nelle prive libere: la prima sessione è in programma alle 19,30, la seconda alle 23.

Domenica sera basta il 9° posto

L’appuntamento con la storia è fissato per domenica sera a Città del Messico, metropoli che evoca ricordi piacevoli per il nostro sport, altre imprese leggendarie come la «Partita del secolo», Italia-Germania 4-3 il 17 giugno 1970 nella semifinale dei Mondiali, oppure il record del mondo nei 200 metri di Pietro Mennea, quel 19”72 arrivato sette anni più tardi e capace di resistere fino al 1996. A Kimi mancano due punti, basterà un nono posto per iscrivere il proprio nome nel più prestigioso albo d’oro del motorsport, 73 anni dopo l’ultimo italiano, il grande Alberto Ascari campione nel 1952 e nel 1953 con la Ferrari. Sempre che George Russell, il meno lontano in classifica a 123 punti dal leader, vinca il Gp. In caso di successo di Lewis Hamilton, l’unico altro rivale tenuto ancora in ballo dalla matematica, invece a Kimi sarebbe sufficiente anche un solo punto, ovvero il 10° posto. Con qualsiasi altro vincitore, l’italiano sarebbe campione anche in caso di ritiro.

Il più giovane di sempre

Antonelli si appresta a entrare in una nuova dimensione planetaria, come si conviene ai campioni del mondo. Sarà, sarebbe, il 36° pilota a centrare l’obiettivo, per la seconda stagione consecutiva – nel 2025 toccò a Lando Norris – avremo un nuovo ingresso nel club iridato, dopo le lunghe serie di Max Verstappen e prima ancora di Hamilton. Il più giovane di sempre, a 20 anni, battendo di oltre 36 mesi il record di Sebastian Vettel, che nel 2010 vinse il primo dei suoi quattro titoli a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni. L’ascesa di Kimi è accompagnata dal vertiginoso aumento del seguito social: da marzo a oggi i follower su Instagram sono più che raddoppiati, con un aumento del 7% soltanto nell’ultimo mese fino a sfiorare i 10 milioni (siamo a 9,4). Un dato impressionante se si pensa che Jannik Sinner, il dominatore degli ultimi anni di tennis, l’altro grande protagonista dello sport italiano, è sotto i 6 milioni (5,7). Di conseguenza, anche il potenziale commerciale di Kimi sembra oggi illimitato come il suo talento: secondo una stima di StageUp, la conquista del mondiale aggiungerà 73 milioni al suo valore economico da qui al 2030, che potrebbero salire a 105 in caso di bis entro il 2028. Siamo soltanto all’inizio.

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