Sanità, relazioni in picchiata tra una parte dei sindacati e la Regione: la categoria, sempre strategica, è quella degli infermieri. Abbandono del tavolo di confronto e proclamazione dello stato di mobilitazione da parte di Nursind Piemonte e Nursing Up Piemonte. La decisione arriva dopo mesi di richieste, incontri e impegni che, secondo le due organizzazioni, non hanno prodotto le risposte attese su assunzioni, welfare, organizzazione del 118, mobilità, prestazioni aggiuntive e sicurezza del personale. La partecipazione ai tavoli resterà sospesa fino al ripristino di relazioni sindacali capaci di tradurre il confronto in decisioni e atti concreti.
«Abbandonare il tavolo, scelta inevitabile»
«Abbandonare il tavolo è una scelta grave, alla quale arriviamo dopo aver cercato ripetutamente di rendere il confronto utile – dichiarano Francesco Coppolella, per NurSind Piemonte, e Claudio Delli Carri, segretario regionale di Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta –. La reiterata assenza dei vertici della Direzione regionale, le richieste senza risposta e il continuo rinvio delle convocazioni hanno svuotato le trattative. Le relazioni sindacali non possono ridursi a un adempimento formale, mentre le questioni che riguardano il lavoro e l’assistenza rimangono irrisolte».
Assunzioni bloccate
Il 15 luglio l’assessorato aveva fornito rassicurazioni sull’assenza di un blocco generalizzato, sulla prosecuzione dei reclutamenti già avviati e sulla condivisione con le organizzazioni sindacali degli esiti della ricognizione del personale nelle aziende sanitarie: «Oggi NurSind e Nursing Up denunciano un piano assunzioni di fatto bloccato, con conseguenze particolarmente gravi per il personale infermieristico, e il mancato confronto sui risultati di quella ricognizione».

Welfare senza prospettive
Ovvero misure di sostegno ai lavoratori del comparto sanitario. Anche questo percorso, secondo le due organizzazioni, non ha avuto seguito operativo: «L’accordo formalizzato a luglio risultava ancora inattuato a settembre»
sanità
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Fronte 118: «Ambiguità organizzative e gestionali»
La convenzione per il personale del 118 rappresenta un altro punto centrale della vertenza: la necessità di chiarire i rapporti tra Azienda Zero e le aziende sanitarie, superando ambiguità organizzative e gestionali, resta senza risposta. NurSind e Nursing Up denunciano che, nonostante il mandato politico e un verbale condiviso durante l’estate, non sono seguiti atti concreti.
Prestazioni aggiuntive
Restano aperte anche le richieste sulla gestione della mobilità e la convocazione del tavolo di verifica sull’utilizzo delle prestazioni aggiuntive da parte delle aziende sanitarie. I sindacati contestano inoltre il mancato confronto contrattuale sulle ricadute organizzative del Pnrr, con particolare riferimento alle Case e agli Ospedali di Comunità: “Gli infermieri devono essere coinvolti come professionisti, riconoscendone ruolo e responsabilità. Spostarli da un servizio all’altro senza una programmazione condivisa significa trasferire le carenze, lasciandone irrisolte le cause».
Sicurezza e prevenzione
Sul fronte della sicurezza e della prevenzione delle aggressioni, NurSind e Nursing Up denunciano l’assenza di risposte concrete. Resta aperta la necessità di un monitoraggio regionale delle violenze ai danni del personale sanitario e sociosanitario, accompagnato da interventi coordinati per proteggere chi lavora negli ospedali e nei servizi territoriali.
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