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Autotrasporti, continuano blocchi contro il caro carburante: chiusa l’A30, al Sud aeroporti a secco

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La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante e l’aumento dei costi prosegue in diverse regioni e provoca ripercussioni sulla viabilità, sulla distribuzione delle merci e sulle filiere produttive. In Campania il nodo tra la A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno è stato chiuso per chi proveniva da Napoli, mentre i presidi ai caselli hanno contribuito a rallentare i collegamenti e a bloccare gli approvvigionamenti dei depositi del Casertano. Intanto, in Calabria, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei. A Lamezia Terme, invece, le operazioni proseguono regolarmente.

Autostrade e presidi in Campania

La mobilitazione in Campania è ripresa nella notte con i tir in movimento nella zona di Caianello. Intorno alle 3 è stato chiuso il nodo tra l’A1 e la A30 per i veicoli provenienti da Napoli. Si sono formate code tra Villa Literno e Pomigliano, alla barriera di Napoli Nord e nel tratto verso Caserta Nord. Traffico anche sulla A30, tra Maddaloni e il bivio con la A1 in direzione Caserta.

Nei giorni successivi la protesta è proseguita con presidi fissi all’esterno dei caselli di Nola, Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello, oltre che nelle aree degli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e lungo l’asse mediano Acerra-Afragola. È stata invece abbandonata la modalità dei tir lumaca in autostrada, che aveva provocato disagi alla circolazione. A Eboli, nel Salernitano, gli autotrasportatori si sono ritrovati sulla viabilità cittadina all’uscita dell’autostrada, affiancati dagli agricoltori.

Supermercati vuoti, bloccata la filiera della mozzarella di bufala dop

Il blocco dei trasporti sta avendo conseguenze anche sulla distribuzione delle merci. Tra Napoli e Caserta gli scaffali dei supermercati della grande distribuzione risultano sempre più vuoti, soprattutto perché gli approvvigionamenti dipendono dai depositi delle aree industriali del Casertano, in particolare Carinaro-Teverola, dove le attività sono ferme a causa della protesta. In parte stanno compensando le difficoltà i minimarket e i piccoli negozi alimentari, che si riforniscono da produttori locali.

È in difficoltà anche la filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione. Il Consorzio di tutela segnala non soltanto la minore presenza del prodotto nei supermercati, ma soprattutto il rischio di un blocco della produzione.

«La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà. Ad oggi gli allevatori producono latte, ma non riescono a farlo arrivare ai caseifici a causa del blocco dei trasporti, così da ieri molti caseifici sono chiusi perché non hanno a disposizione il latte da trasformare in mozzarella Dop entro 60 ore, come previsto dal disciplinare», spiega il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.

Le conseguenze riguardano anche gli allevamenti: «Gli allevatori continuano a mungere le bufale, ma non sanno dove poter conservare il latte e non stanno ricevendo gli approvvigionamenti per le mandrie», aggiunge Saccani. Il Consorzio chiede un intervento del Governo per scongiurare un aggravamento della crisi e rivolge un appello ai manifestanti affinché consentano il passaggio dei prodotti deperibili: «È urgente un intervento risolutivo del Governo, per evitare il panico che già si vede in queste ore». E ancora: «Chiediamo un’attenzione per i prodotti deperibili, lasciandoli passare per non innescare una guerra dei poveri».

Aeroporti di Crotone e Reggio Calabria senza carburante

Le ripercussioni della protesta raggiungono anche il trasporto aereo. In un avviso ufficiale (Notam), Enav ha comunicato che negli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria non è disponibile carburante per i rifornimenti degli aerei. A Lamezia Terme non risultano invece problemi.

Per Crotone, l’avviso segnala l’indisponibilità del carburante Jet A1 dalle 22 del 20 ottobre alle 22 del 23 ottobre, secondo gli orari indicati nel Notam. Per Reggio Calabria, la stessa comunicazione segnala l’impossibilità di rifornirsi sia di Jet A1 sia di benzina avio Avgas 100LL dalle 22 del 20 ottobre alle 22 del 24 ottobre, salvo diverse disposizioni; la data di fine è indicata come stimata. Enav avverte quindi i piloti che devono pianificare il rifornimento nell’aeroporto di partenza o in quello precedente, imbarcando carburante sufficiente per le tratte successive.

La protesta si estende in Molise, Lazio e Sicilia

Il 21 ottobre un corteo di mezzi pesanti e trattori è entrato a Campobasso poco prima delle 10, provenendo dall’area industriale di Campochiaro e scortato dalle forze dell’ordine. La manifestazione, con lo slogan «Insieme per il nostro futuro», ha provocato rallentamenti nel traffico del centro cittadino. Alla protesta partecipano lavoratori di diversi settori, che denunciano l’aumento dei costi necessari per portare avanti le attività, a partire dal carburante.

Nel sud della provincia di Frosinone, al confine con la Campania, una decina di tir è ferma dalla notte nei pressi del casello di San Vittore del Lazio, dopo i presidi di Frosinone e Ferentino. Il blocco sta provocando rallentamenti anche sulla strada statale Casilina. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine; secondo le informazioni disponibili, la manifestazione si svolge pacificamente.

La mobilitazione continua anche in Sicilia. Al porto di Palermo alcuni autotrasportatori hanno trascorso la notte nel piazzale e una parte dei cosiddetti padroncini intende proseguire il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Presidi sono segnalati anche davanti ai caselli di Catania e Messina, dove i manifestanti continuano a sostare consentendo il passaggio degli automobilisti.

Sul fronte istituzionale, il 20 ottobre era previsto a Milano un incontro tra Salvini e i rappresentanti degli autotrasportatori. La mobilitazione prosegue mentre il settore chiede interventi contro il caro carburante e l’aumento dei costi di esercizio.

Conftrasporto: l’urgenza sono i costi ma anche l’agricoltura

«Il tema più impellente è il costo del gasolio, ma i temi posti nell’incontro del 20 ottobre in prefettura a Milano sono anche altri. La situazione è difficile ed è sotto gli occhi di tutti. Un disagio che non riguarda più solo l’autotrasporto, le proteste cui stiamo assistendo, si sono allargate ad altri settori, gli agricoltori soprattutto, e sta vedendo il convenevolmente di fasce di popolazione che non hanno niente a che vedere con le imprese». Lo afferma Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, in una conferenza stampa al margine del Forum internazionale Conftrasporto-Confcommercio. «Se vedete chi sta animando sui social le proteste e’ chiaro che si stanno unendo professionisti delle manifestazioni – ha aggiunto – politici e persone che ambiscono a fare politica e questo ha elevato il livello di confusione. E come abbiamo avvisato ieri al ministro, di fatto non consente una gestione all’interno di un’analisi sindacale». Russo sottolinea: «Noi queste proteste le condanniamo, non le condividiamo e riteniamo che bisogna intervenire presto per rimuovere».

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