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Il caldo fa volare la bolletta: a settembre consumi elettrici ai massimi dal 2014

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TORINO. I consumi elettrici italiani non rallentano. Anzi. A settembre il fabbisogno nazionale ha toccato 27,8 terawattora, il 6,5% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Per un mese di settembre è il valore più alto dal 2014. I dati arrivano da Terna, la società che gestisce la rete elettrica di trasmissione nazionale.

Non si tratta di un picco isolato. La domanda, segnala Terna, cresce senza interruzioni da settembre dello scorso anno: dodici mesi consecutivi di aumento. Nei primi nove mesi del 2026 il fabbisogno è salito di circa 12 terawattora, con un incremento del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sul risultato di settembre ha pesato anche il meteo. La temperatura media è stata di 2 gradi superiore a quella di un anno prima, e la società la indica tra i fattori che hanno spinto la domanda.

Sul fronte della produzione, a settembre le fonti rinnovabili hanno generato 10,9 terawattora, coprendo il 39,4% del fabbisogno. Allargando lo sguardo ai nove mesi, la quota verde sale al 42,1%. Il traino è il fotovoltaico, la cui produzione è cresciuta del 20,5%, seguito dall’eolico con un +7%. Nello stesso periodo sono stati installati impianti rinnovabili per circa 5,3 gigawatt di nuova potenza.

C’è però un altro fronte, quello delle fabbriche. L’indice Imcei di Terna misura i consumi di circa mille imprese energivore, cioè le aziende per cui l’elettricità è una voce di costo decisiva. A settembre registra un +0,2% rispetto allo stesso mese del 2025, un dato sostanzialmente piatto. Nei primi nove mesi la crescita dell’indice si attesta al 3,3%.

Resta da leggere un altro numero. Nei primi nove mesi la domanda è cresciuta del 5,2%, la produzione da fonti rinnovabili dell’1,1%.

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