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Banda della minicar, lo studente modello accusato delle aggressioni: “Mai una nota, i professori lo adoravano”

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C’è lo studente modello, quello che non aveva mai ricevuto una nota disciplinare e che i professori consideravano un ragazzo esemplare. E c’è il giovane dalla vita più complicata, segnata da un lutto familiare, dalle assenze sempre più frequenti e dalla decisione di abbandonare la scuola. Sono i due volti della cosiddetta «banda della minicar», i ragazzi di 16 e 17 anni identificati e denunciati per la serie di aggressioni avvenute nei giorni scorsi nel quartiere romano di Monteverde. Tra le vittime anche l’attore Davide Iacopini, ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo dopo il violento pestaggio.

A raccontare chi sono i due adolescenti sono i loro compagni di scuola, ancora increduli davanti alle accuse. «Non ce lo saremmo mai aspettato», ripetono alcuni studenti all’uscita di un liceo della Capitale. Perché almeno uno dei due, fino a pochi giorni fa, sembrava avere un profilo lontanissimo da quello di un ragazzo coinvolto in episodi di violenza gratuita. Nessuna sospensione, nessun provvedimento disciplinare, un comportamento corretto e la stima degli insegnanti. Un adolescente che, secondo chi lo conosce, non aveva mai dato particolari problemi.

Diversa la storia dell’altro giovane. I compagni descrivono un percorso personale più tormentato, sul quale avrebbe pesato anche un lutto in famiglia. Le assenze da scuola erano diventate numerose, la frequenza sempre più irregolare. Fino alla decisione, maturata alla fine dello scorso anno scolastico, di interrompere gli studi. Due percorsi differenti, dunque, che si sarebbero incrociati nelle strade di Monteverde, dove gli investigatori hanno ricostruito una sequenza di aggressioni ai danni di passanti.

Secondo la ricostruzione investigativa, i due adolescenti si spostavano a bordo di una minicar, diventata uno degli elementi centrali delle indagini. Proprio un particolare del veicolo, un adesivo sul cofano, avrebbe contribuito a indirizzare gli accertamenti e a risalire ai presunti responsabili. Un dettaglio apparentemente insignificante, ma prezioso per gli investigatori impegnati nell’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza.

Le indagini, condotte dai carabinieri e dalla polizia locale, hanno permesso di identificare i due minorenni, entrambi residenti nella zona. Secondo quanto emerso, uno dei ragazzi sarebbe anche figlio di un carabiniere. Un elemento che aggiunge un ulteriore risvolto alla vicenda, senza naturalmente avere alcuna rilevanza sulle responsabilità personali che dovranno essere accertate.

L’episodio più grave resta quello che ha coinvolto Davide Iacopini. L’attore è stato aggredito nel corso di una serie di violenze che avrebbero interessato complessivamente sei persone. Le conseguenze del pestaggio hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva al San Camillo, trasformando quella che inizialmente poteva apparire come una sequenza di episodi isolati in un caso di cronaca particolarmente grave.

Adesso, mentre gli investigatori cercano di chiarire ogni passaggio della vicenda e le singole responsabilità, resta lo sconcerto di chi quei ragazzi li incontrava quotidianamente tra i banchi. Soprattutto per il presunto coinvolgimento dello studente modello, la cui immagine scolastica sembra inconciliabile con le accuse. Ma le testimonianze dei compagni raccontano soltanto una parte delle loro vite. Sarà l’inchiesta a stabilire che cosa sia realmente accaduto nelle strade di Monteverde e quale ruolo abbia avuto ciascuno dei due minorenni.

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