Alla luce dei sospetti di interferenze straniere nelle elezioni, il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano e leader dell’estrema destra Itamar Ben-Gvir, ha chiesto allo Shin Bet di “arrestare i leader dei partiti arabi sospettati di essere coinvolti nella vicenda dei fondi qatarioti”. E insieme a loro, ha aggiunto, “tutti gli altri sospettati, inclusi esponenti dei Fratelli Musulmani e delle loro ramificazioni, sempre che sussistano i presupposti legali per procedere”.
Intanto, tre petroliere sono esplose nelle ultime 24 ore nello stretto di Hormuz per avere urtato mine mentre percorrevano la rotta meridionale non autorizzata. Lo ha annunciato la Marina dei Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. “Le petroliere avevano spento tutti i sistemi radar e di navigazione e, ignorando gli avvertimenti della Marina dei Pasdaran, stavano cercando di uscire attraverso la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, quando sono esplose in seguito all’impatto con una mina”, si legge. E l’Iran annuncia che lo Stretto, “sotto il controllo strategico delle forze armate iraniane” resterà chiuso “fino al completo soddisfacimento delle condizioni della Repubblica Islamica”, ha dichiarato.
Per approfondire:
Golan: “Da Netanyahu la delegittimazione degli arabi per minare il voto”
“Netanyahu sta cercando di minare i risultati elettorali attraverso una squallida campagna di delegittimazione, che va contro la volonta’ popolare e, in particolare, contro la popolazione araba”. Lo ha affermato il leader dei Democratici, Yair Golan, alla luce dell’indagine aperta su presunte interferenze straniere sulle elezioni di martedi’. “Ogni concreto sospetto di un danno all’integrita’ delle elezioni deve essere oggetto di un’indagine approfondita”, ha aggiunto il leader di sinistra, ricordando al contempo lo scandalo Qatargate che vede coinvolti consiglieri stretti del premier israeliano. “Non dobbiamo dimenticare che il tradimento piu’ grave, che ha visto anche il coinvolgimento del Qatar, si e’ consumato proprio nell’ufficio di Netanyahu – ha sottolineato Golan – Siamo ancora in attesa che (Jonatan) Urich venga licenziato. Fino ad allora, lasciamo che Netanyahu continui ad abbaiare. Noi continueremo a lavorare”. Urich e’ indagato, insieme a Eli Feldstein, con l’accusa di aver preso soldi da Doha per una campagna di immagine a favore del Paese del Golfo, sostenitore e finanziatore di Hamas, prima e durante la guerra a Gaza seguita all’attacco del 7 ottobre.
L’Iran: lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso
Lo Stretto di Hormuz non sara’ riaperto fino a quando le condizioni dell’Iran non saranno soddisfatte. A ribadirlo e’ stato il portavoce dell’esercito iraniano, Amir Sartip Mohammad Akraminia, citato dall’agenzia Fars. “Lo Stretto di Hormuz e’ oggi sotto il controllo strategico delle forze armate iraniane e non sara’ riaperto fino al completo soddisfacimento delle condizioni della Repubblica Islamica”, ha dichiarato.
Tre petroliere esplose a Hormuz
Tre petroliere sono esplose nelle ultime 24 ore nello stretto di Homruz per avere urtato mine mentre percorrevano la rotta meridionale non autorizzata. Lo ha annunciato la Marina dei Pasdaran in una nota diffusa dai media iraniani. “Le petroliere avevano spento tutti i sistemi radar e di navigazione e, ignorando gli avvertimenti della Marina dei Pasdaran, stavano cercando di uscire attraverso la rotta meridionale non autorizzata dello Stretto di Hormuz, quando sono esplose in seguito all’impatto con una mina”, si legge.
Quattro morti a Gaza
Un palestinese e’ morto a causa delle ferite riportate in un attacco israeliano contro un posto di blocco ad al-Mawasi, nel sud della Striscia di Gaza. Il bilancio delle vittime sale cosi’ a quattro, mentre i feriti sono oltre 30, stando a quanto riferito da al Jazeera. Decine di migliaia di palestinesi sfollati vivono in tende ad al-Mawasi, un’area che l’esercito israeliano aveva designato anni fa come “zona sicura”. Ciononostante, gli attacchi letali continuano. Nel frattempo, 11 persone – tra cui donne e bambini – sono rimaste ferite in seguito a un bombardamento di artiglieria israeliano che ha colpito un’abitazione a est di Gaza City, secondo quanto riferito da una fonte dei servizi di ambulanza e di emergenza. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco a est del quartiere di al-Tuffah, nella zona orientale di Gaza City. Un attacco aereo israeliano ha preso di mira un complesso residenziale disabitato nel campo profughi di Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza; non si registrano feriti. Inoltre, e’ stato segnalato un bombardamento di artiglieria israeliano a est del campo profughi di Jabaliya, nel nord della Striscia di Gaza.
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