Caldo record, nessuna tregua. Gli esperti: “Per le ondate di calore fino a 8 mila morti in più”

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Anche per la settimana di Ferragosto la colonnina di mercurio continuerà a sfiorare i 40°. Da Nord a Sud si dovrà convivere ancora con l’afa e il caldo torrido, portato dall’anticiclone africano per la quarta ondata di questa estate da record.

Rovesci e temporali, caratterizzati anche da intense e brevi grandinate, hanno dato nella serata di ieri un po’di tregua ai residenti e a chi ha scelto di trascorrere le vacanze in Veneto, Trentino-Alto Adige e lungo la dorsale dell’Appennino centro-meridionale. In Pianura Padana, al centro, e sulle isole si è continuato a boccheggiare. Le previsioni indicano che, esaurita la breve parentesi di instabilità, l’alta pressione subtropicale tornerà a stringere nella morsa l’intera Penisola, con picchi, di nuovo, estremi.

Si stimano temperature fino a 39°C a Roma e 37–38°C a Milano. Per oggi e domani restano a quota 19 le città con bollino rosso, indicativo di allerta massima (Ancona, Bari, Bologna, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo). Mentre salgono a quota 6 le città in arancione. Oltre a Bolzano, già da oggi inserita dal ministero della Salute nella fascia di allerta 2, si aggiungono alla lista Brescia, Milano, Trieste, Venezia e Verona. La settimana si apre dunque con due soli bollini gialli per Torino e Cagliari.

Bisognerà tener duro e attendere ancora qualche giorno. Dopo il fine settimana di Ferragosto i meteorologi intravedono la possibile svolta che potrebbe far metterci alle spalle, almeno per quest’anno, la lunga canicola che dura ormai da quasi tre mesi.

Sarà poi il momento di fare i bilanci. Anche sui decessi correlati al caldo estremo. «Se l’attuale andamento climatico dovesse proseguire fino a dopo Ferragosto, possiamo ipotizzare un eccesso di mortalità compreso tra il 10 e il 20% superiore rispetto all’estate scorsa. In termini assoluti, questo potrebbe tradursi in 1.500-3.000 decessi aggiuntivi in Italia rispetto all’estate 2025 (4.597 vittime, secondo fonte Ue) e il bilancio complessivo per le ondate di calore potrebbe raggiungere 5.000-8.000 morti in eccesso».

A dirlo è Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano. I dati si basano su modelli matematici predittivi in cui va tenuto conto anche un margine di errore. «Qui non parliamo delle morti per un colpo di calore, che sono poche – sottolinea il virologo –. I numeri si riferiscono a un’extra mortalità che ovviamente riguarda le persone fragili. Come, ad esempio, i cardiopatici che a causa delle alte temperature hanno bisogno di alzare la frequenza cardiaca per raffreddare gli organi interni. È la stessa cosa che vale per l’influenza che, come il caldo, aumentano il rischio di scompensi cardiovascolari, respiratori e metabolici».

La prospettiva paventata dai climatologi di essere solo all’inizio di un’emergenza che andrà sempre a peggiorare spinge il Movimento 5 stelle a chiedere al governo di convocare una task-force: «Non basta dire ’ha sempre fatto caldo’ o evitare persino di pronunciare le parole crisi climatica. La crisi climatica è salute, lavoro, sicurezza, economia, giustizia sociale. È vita. Meloni convochi subito una task force nazionale con climatologi, sanità, mondo del lavoro, Protezione civile e amministratori locali. Le soluzioni ci sono: prevenzione, adattamento, tutela dei lavoratori, città resilienti, difesa del territorio e rinnovabili», attaccano i deputati pentastellati Ilaria Fontana e Sergio Costa.

Guarda a Palazzo Chigi anche Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. «Questo governo climafreghista sabota la transizione ecologica, vuole trasformare l’Italia in un hub del gas e lascia città e territori senza protezione. Per il Piano sociale per il clima stanzia appena 9 miliardi in sette anni, mentre nello stesso periodo spenderà 1.063 miliardi in armamenti. È una gerarchia delle priorità folle e irresponsabile».

Intanto, dopo la Regione Piemonte anche il Friuli Venezia Giulia è pronta a chiedere lo stato di emergenza alla Protezione civile a causa della siccità. «Il gran caldo e l’assenza di pioggia – sottolinea l’assessore regionale Riccardo Riccardi – hanno causato emergenza idrica che potrebbe mettere in sofferenza il comparto agricolo».

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