Un altro mini rinnovo del taglio delle accise, ma l’idea degli sconti mirati resta sul tavolo. A poche ore dal Consiglio dei ministri convocato per questo pomeriggio, il governo non ha ancora definito il nuovo pacchetto di aiuti selettivi contro il caro carburanti e si prepara quindi a prorogare la riduzione sul gasolio in scadenza oggi. Ma i tecnici del Mef ieri sera erano al lavoro per cercare di portare in Cdm anche un meccanismo di sostegno per i redditi bassi. La premier Giorgia Meloni vorrebbe dare un segnale sul fronte dei carburanti, tuttavia dal Tesoro c’è massimo riserbo sui dettagli del provvedimento allo studio. La decisione verrà presa oggi, però l’orientamento è quello di limare al ribasso di 6-7 centesimi l’attuale sconto di 17 centesimi al litro, ed estenderlo per una settimana, al massimo dieci giorni.
L’obiettivo resta quello indicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che i primi di settembre avevano prospettato misure rivolte ai cittadini maggiormente in difficoltà. Restano i dubbi sulla platea dei beneficiari, sui criteri di accesso e sullo strumento con cui erogare il bonus, eppure Palazzo Chigi vuole accelerare. Se alla fine si opterà per un rinvio, la motivazione potrebbe andare al di là dei nodi tecnici. Lo sguardo è rivolto infatti al 22 settembre, quando è atteso il verdetto sull’uscita dell’Italia dalla procedura europea per deficit eccessivo. Questo è un passaggio cruciale: non essere più sottoposti alla sorveglianza di Bruxelles consentirebbe infatti al governo di disporre di maggiori margini di bilancio. I buoni carburante allo studio per le fasce medio-basse dovrebbero coprire l’ultimo trimestre dell’anno per poi essere riproposti nel 2027 attraverso la legge di Bilancio.
Nel frattempo i listini continuano a salire. Il Mimit riferisce che il prezzo medio nazionale in modalità self service ha raggiunto quota 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori risultano più elevati, con una media di 2,212 euro per la benzina e di 2,313 euro per il diesel. Numeri che alimentano le pressioni delle associazioni dei consumatori. Il Codacons ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di bonus selettivi. Secondo l’associazione, nell’ultimo mese «un pieno di gasolio è rincarato di circa 7 euro e interventi limitati a specifiche categorie rischierebbero di lasciare senza tutela gran parte degli automobilisti». Per questo, i consumatori chiedono un rafforzamento del taglio delle accise, giudicato «l’unico strumento in grado di produrre effetti immediati e generalizzati sui prezzi alla pompa».

Oltre al dossier carburanti, sul tavolo del Cdm approderà anche un pacchetto di norme dedicate all’ex Ilva e ai lavoratori dell’indotto. Le misure, che saranno illustrate ai sindacati nel corso di un tavolo a Palazzo Chigi, dovrebbero riguardare la cassa integrazione e strumenti di accompagnamento destinati a garantire la sicurezza del personale maggiormente esposto, dopo la sentenza che ha disposto la chiusura dell’area a caldo del sito di Taranto.
A quanto filtra da fonti vicine ai commissari, l’offerta delle imprese siderurgiche italiane potrebbe arrivare nelle prime settimane di ottobre. Un passaggio rilevante, perché il governo ha più volte ribadito la disponibilità a sostenere eventuali cordate interessate all’ex Ilva.
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