Catania, Alessandra Bruno dona gli organi e salva 5 vite: era stata uccisa dal marito

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Uccisa dal marito nel Catanese, i suoi organi adesso hanno salvato cinque persone. La 49enne Alessandra Bruno era stata massacrata nell’abitazione familiare di Misterbianco a fine maggio ed era deceduta in ospedale l’1 giugno. La sua scelta di donare gli organi, espressa al momento del rinnovo della carta d’identità, ha permesso di salvare cinque vite.

Gli organi, prelevati all’ospedale Garibaldi di Catania, sono stati trapiantati su pazienti in Sicilia e in altre regioni. Tutte le fasi sono state coordinate dal Centro regionale trapianti.

«In quella che è un’immensa tragedia – afferma l’assessore alla Salute, Marcello Caruso – che come istituzioni ci richiama a fare ancora di più contro i femminicidi, dobbiamo essere grati ad Alessandra Bruno per il gesto di grande generosità che ha permesso di salvare cinque vite. La sua scelta di donare gli organi rappresenta la testimonianza concreta di una cultura della donazione sempre più radicata in Sicilia».

Alessandra Bruno «ci ha mostrato cosa significhi dare speranza e salvare vite, invitandoci a riflettere sui valori della solidarietà e della generosità e a contribuire, tutti quanti, per il bene comune. Un esempio che siamo chiamati a seguire» ha concluso l’assessore.

La violenta aggressione da parte del marito

Alessandra Bruno, mamma di quattro figli, è stata picchiata violentemente dal marito il 30 maggio mentre la coppia era in casa, in via delle Rose, a Belsito, frazione di Misterbianco, Catania. La donna è deceduta dopo due giorni di agonia, nel pomeriggio del 1 giugno all’ospedale Garibaldi Centro. Ci era arrivata in condizioni disperate, per una grave ferita in testa ricevuta nella notte tra venerdì e sabato. Il marito, un autista di 53 anni, è già stato arrestato con l’accusa di tentato femminicidio. Ora la sua posizione potrebbe aggravarsi.

A chiamare il 112 è stata una dei quattro figli della coppia. La ragazza, maggiorenne, aveva detto subito ai carabinieri che il padre aveva colpito la madre. Non aveva assistito alla scena ma ha visto la donna ferita e priva di sensi.

Secondo gli accertamenti dei militari intervenuti nell’abitazione, i colpi sarebbero stati dati con un oggetto contundente, si presume dopo una lite. I vicini hanno sentito delle urla partire dall’abitazione durante l’omicidio. All’ospedale Garibaldi Centro la 49enne è stata sottoposta a un delicato intervento di neurochirurgia, poi portata in rianimazione. Ma le sue condizioni sono peggiorate, nonostante gli sforzi dei medici di salvarla.

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