C’è chi ha scoperto di avere acceso un mutuo da decine di migliaia di euro senza aver mai firmato un contratto, chi si è visto recapitare le rate di uno smartphone di ultima generazione mai acquistato e chi ha scoperto finanziamenti intestati a proprio nome per un’auto senza però averne mai fatto richiesta. Tutto perché qualcuno, impossessandosi dei dati di queste persone, spesso sottratti attraverso phishing, violazioni informatiche, documenti d’identità rubati o copie di documenti finite nelle mani sbagliate, ha assunto la loro identità per ottenere credito in banca oppure online.
È il fenomeno delle frodi basate sul furto d’identità, una tipologia di truffa in forte crescita, che rappresenta una minaccia sempre più concreta per le famiglie italiane. I numeri parlano chiaro: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Crif-Mister Credit, nel 2025 sono stati registrati oltre 38.300 casi di frodi creditizie, in aumento del 23,8% rispetto all’anno precedente, per un danno economico complessivo superiore a 165 milioni di euro (+10,7%). L’importo medio delle frodi si è invece attestato a poco più di 4.300 euro, in calo del 10,6% rispetto al 2024.
Quali sono i casi concreti
Per raccontare qualche caso concreto, un sms apparentemente inviato dall’Inps si è rivelato l’inizio di un sofisticato caso di furto d’identità ai danni di una dottoressa. Dopo aver inserito dati personali e documenti su un sito fraudolento, la vittima ha immediatamente segnalato l’accaduto, ma nei mesi successivi ha scoperto che a suo nome erano stati attivati finanziamenti per oltre 17.000 euro.
Una convocazione della polizia locale si è trasformata invece in un incubo per un quarantenne calabrese, che ha scoperto di essere indagato in Svizzera per truffa internazionale legata a una carta prepagata a lui intestata. In realtà, i dati gli erano stati probabilmente sottratti tramite phishing: ignoti hanno utilizzato la carta per operazioni fraudolente all’estero. A suo nome sono stati richiesti anche un prestito da 5.000 euro e altri finanziamenti.

La nuova frontiera degli attacchi
A preoccupare adesso però è il nuovo fronte degli attacchi: dopo anni in cui i prestiti al consumo erano il principale bersaglio, oggi i criminali puntano sempre più spesso anche sui mutui, dove gli importi in gioco sono molto più elevati. Non solo. Il rischio è che la vittima impieghi mesi, o addirittura anni, prima di scoprire di essere stata coinvolta in un finanziamento mai richiesto. Un altro fronte sempre più nel mirino dei truffatori è quello dei prestiti veloci “Buy now, pay later” (Bnpl), le formule che consentono di acquistare online e pagare in più rate.
Un fenomeno in rapida espansione, soprattutto tra i consumatori più giovani, che grazie alla semplicità e alla velocità di accesso al credito sta conquistando sempre più spazio nell’e-commerce. Proprio queste caratteristiche, però, rendono questi strumenti un nuovo terreno di caccia per chi utilizza identità rubate per ottenere finanziamenti a nome di altre persone.
I numeri confermano questo cambio di passo: se il prestito finalizzato resta ancora il prodotto più colpito, con il 32,1% dei casi, le frodi sui mutui segnano un balzo del 50,1%, mentre quelle legate alle formule Buy now, pay later crescono del 13,8%. Un’evoluzione che dimostra come i truffatori stiano spostando l’attenzione verso strumenti di credito diversi, seguendo le nuove modalità con cui le famiglie accedono ai finanziamenti. Adesso lo sguardo è sui nuovi strumenti offerti ai malfattori dall’intelligenza artificiale.
Documenti contraffatti, phishing e deepfake
«Osserviamo un’evoluzione dei frodatori, che possono contare anche sull’Ai per costruire richieste di credito sempre più credibili – dice Beatrice Rubini, direttrice esecutiva della linea Mister Credit di Crif -. Più che determinare un’esplosione del numero di frodi, rischia di aumentarne la qualità e la sofisticazione. Già oggi gli strumenti di Ai generativa consentono di creare documenti contraffatti, e-mail di phishing estremamente credibili, contenuti personalizzati e persino deepfake vocali e video che possono rendere più difficile distinguere una richiesta autentica da una fraudolenta».

La buona notizia è che l’Ai può essere utilizzata anche per contrastare le frodi. «Oggi gli operatori finanziari impiegano sistemi sempre più avanzati per analizzare anomalie, comportamenti sospetti e tentativi di impersonificazione, individuando segnali che spesso sfuggono ai controlli tradizionali», aggiunge Rubini. Per i cittadini, la difesa resta quella di sempre: prestare massima attenzione alla condivisione dei dati personali e dei documenti di identità, diffidare da richieste urgenti o insolite ricevute via e-mail, sms o telefono e attivare strumenti di protezione contro i furti d’identità.
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