Donne minacciate e stuprate in cambio di cibo: così Hamas riprende il potere a Gaza

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Donne minacciate, abusate sessualmente, vittime di estorsioni a sfondo sessuale da parte di uomini al potere, organici ad Hamas, solo per ottenere cibo e soldi.

E’ l’inferno descritto dalle donne di Gaza e riportato dal Daily Mail. Testimonianze che emergono in un contesto preoccupante. Mentre l’attenzione generale è ora spostata sulla guerra con l’Iran, nella Striscia di Gaza Hamas si sta riorganizzando e sta pian piano ricostruendo la sua rete di controllo e terrore. Un abitante di Gaza che ha voluto rimanere anonimo per paura di ritorsioni, ha raccontato che una vedova, che era stata sfollata dalla sua casa durante la guerra, è stata molestata sessualmente all’interno di una tenda da un gruppo di uomini di Hamas, più specificamente delle brigate Al-Qassam (il braccio armato di Hamas) e poi minacciata e costretta al silenzio.

Non è un caso isolato. Altre persone hanno riferito che spesso accade che gli uomini di Hamas si approfittino delle donne più povere e le costringano a dare prestazioni sessuali in cambio di un pacco alimentare o di una piccola somma di denaro (100 shekel, circa 25 euro). Situazione che è stata confermata al Daily Mail proprio da un membro delle Brigate Al Qassam che ha provato a denunciare e ad opporsi ma ha ricevuto ordini superiori di tacere.

«Ho detto loro che questo era un insulto al nostro onore e al nostro orgoglio», ha confidato l’uomo, aggiungendo di aver distrutto poi la tenda per la rabbia. Anche le donne ostaggio israeliane durante la guerra a Gaza, soprattutto Romi Gonen e Arbel Yehoud, avevano raccontato di aver subito abusi sessuali da parte degli uomini di Hamas durante il loro sequestro. Secondo fonti sul campo che hanno parlato con il Daily Mail, lo sfruttamento di donne e ragazze è una pratica comune.

Un giornalista di Jusoor News che ha parlato con il Daily Mail , anche lui in anonimato, vive in un nascondiglio per timore di essere trovato dall’organizzazione. «Purtroppo, ci sono molti casi del genere. È un fenomeno molto diffuso – racconta – in ogni zona della Striscia le donne vengono sfruttate, soprattutto vedove e divorziate, perché non hanno sostegno né reddito. La loro vulnerabilità viene sfruttata e la situazione sta peggiorando». Tra queste Noor, anche in tal caso nome di fantasia, una madre divorziata di quattro figli, sfollata dalla sua casa durante la guerra. Ha parlato al telefono, a voce bassa per paura di essere ascoltata. «Non ricevevo alcun aiuto, non sapevo come fare, allora mi sono rivolta a un’organizzazione benefica. Lì, un uomo dall’aspetto religioso e rispettabile mi ha promesso di aiutarmi. Sono una madre di quattro figli, sfollata a causa della guerra e non residente in un campo profughi riconosciuto. Mi ha detto che mi sarebbe stato vicino e mi avrebbe aiutata. Gli ho detto che ero separata da mio marito. Lui ha risposto: ‘Oh, separata? Una bella donna come te?’».

L’uomo promettendo di aiutarla si è fatto dare il suo numero di telefono. Poche ore dopo le ha proposto una videochiamata nella notte. E ha cominciato a molestarla. La donna ha provato ad opporsi, ha minacciato di denunciarlo ma lui ha detto «Non puoi, qui il governo sono io».

Già nel 2025 l’Associated Press aveva documentato diversi episodi di questo tipo. Tra cui quello di una donna di 38 anni che in cambio di cibo e con la promessa di un lavoro, era stata costretta a rapporti sessuali con uomini di Hamas. Ebbe solo 100 shekel e un pacco di cibo, il lavoro che le avevano promesso non lo ebbe mai.

«Hamas ha sfruttato i canali mediatici e diffuso cifre esagerate o false sulla guerra – dice ancora il giornalista di Jusoor News – Hamas ha mentito su tutto. Hanno rubato gli aiuti, creato la narrativa della fame e l’ingenuo Occidente ci crede. Non hanno rispetto per nessuno».

L’uomo ha subito diverse minacce, più di una volta uomini armati sono arrivati a casa sua, per fortuna non trovandolo perché si era nascosto. «Se fossi stato lì, mi avrebbero sparato». Intanto una organizzazione dell’Onu per i diritti delel donne, ha diffuso un rapporto basato su proiezioni, secondo il quale ogni giorno durante la guerra nella Striscia sarebbero state uccise 47 donne e ragazze. Un trend che si è abbassato, seppur le morti sono state registrate lo stesso, durante il cessate il fuoco. Ma analisti indipendenti contestano i numeri che non sarebbero neanche vicini a quelli diffusi da Hamas.

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