Droghe, tra i più giovani cala la cannabis. Uno studente su 10 prende psicofarmaci senza ricetta

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Nel 2025 quasi 350 mila studenti under 18 hanno usato almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno. Sono il 23% della popolazione scolastica minorenne e il numero è in aumento rispetto al 2024. Non va meglio tra gli studenti tra i 15 e i 19 anni. Dopo la flessione osservata tra il 2022 e il 2024, c’è una ripresa dei consumi di numerose sostanze: stimolanti, cocaina, allucinogeni, oppiacei, catinoni sintetici, oppioidi sintetici e ketamina. La cannabis, pur restando la sostanza più diffusa tra i giovani, mostra invece un lieve calo.

I numeri della “Relazione al Parlamento sul fenomeno delle Dipendenze in Italia” presentata oggi, mercoledì 24 giugno, a Roma confermano cannabis e cocaina come le sostanze più diffuse nella società, mentre si continua ad affrontare una crescente diffusione di prodotti «ad alta potenza» classificati come Nuove Sostanze Psicoattive (Nps), in particolare cannabinoidi sintetici e nuovi oppioidi.

«I consumi medi nazionali, espressi in dosi riferite a 1.000 persone al giorno, risultano in diminuzione per cannabis (circa 45 dosi rispetto alle 51-52 degli anni precedenti) – si legge nella Relazione – e per eroina (0,3 dosi), mentre rimangono costanti per cocaina
(circa 11 dosi) e metamfetamina (circa 0,16 dosi). Si riscontra un progressivo aumento del consumo di ecstasy (da 0,06 a 0,17 dosi) e per la prima volta si rileva un aumento del consumo di amfetamina (da 0,02 a 0,11).

La relazione registra il consumo di ecstasy in leggero aumento soprattutto a Milano, Genova e Bologna. «Gli aumenti di consumo più rilevanti si riscontrano a Genova, Torino, Montichiari, Merano, Terni – si legge nella Relazione -. La maggior diffusione di metamfetamina si riscontra in alcuni capoluoghi di Regione quali Roma, Cagliari e Milano. Il confronto con i dati ottenuti nel 2024 mostra un aumento del consumo a Cagliari, Roma, Biella, Lucca, Merano, Rimini e una diminuzione a Bologna, Perugia, Venezia, Parma e Terni. Si pone attenzione sul consumo di amfetamina che, seppure a livelli bassi, si rileva in un numero sempre maggiore di città. Nel 2024 è stata rilevata in 4 città, nel 2025 si rileva in 13 capoluoghi di Regione e in 10 tra le altre città investigate».

Tra le tendenze sottolineate dal report, c’è l’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, un quadro sempre in crescita negli ultimi anni. Oltre 470mila studenti (19%) ne hanno fatto uso almeno una volta nella vita e 280mila (11%) nell’ultimo anno. Per circa
65mila (2,5%) si tratta di un consumo frequente, almeno
10 volte nel mese. Dopo il picco del 2024, i consumi nella
vita e nell’anno registrano una lieve flessione,
mentre
il consumo frequente continua, seppur di poco, ad
aumentare.

Oltre la metà degli studenti prova le sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche sono ancora più diffuse: 1
milione e 280mila studenti
– oltre la metà – le hanno provate almeno una volta e 1 milione (41%) le ha utilizzate nel 2025, con
prevalenze maggiori tra le ragazze. La metà degli studenti
ha “svapato” per la prima volta prima dei 15 anni, quota in
crescita, mentre il 46% ha iniziato tra i 15 e i 17 anni.

L’uso di e-cig continua ad aumentare e raggiunge nel 2025 i livelli più elevati mai registrati. Per quanto riguarda le sigarette senza combustione, quasi 480mila studenti (19%) le hanno utilizzate almeno una volta nella vita e oltre 390mila (16%) nell’ultimo anno.

E l’alcol? Il consumo di alcolici coinvolge la grande maggioranza dei giovani: 2 milioni di studenti – sono l’81% – hanno bevuto almeno una volta nella vita e oltre 1 milione e 800mila – 75% –
nell’ultimo anno, senza grandi differenze tra maschi e femmine.

Il sottosegretario con delega Mantovano: “È un’epidemia”

«Quelli che emergono dalla relazione annuale al parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026 sono numeri di una pandemia che ha la caratteristica di non essere percepita come tale» commenta il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano con delega alle politiche contro la droga e le altre dipendenze. «Il fenomeno delle sostanze riguarda sempre più spesso ragazzi molto giovani e contesti apparentemente normali: questo significa che nessuna famiglia può considerarsi immune esattamente come è stato per la pandemia – continua Mantovano -. Spesso il problema non inizia con la cocaina o con il crack ma con comportamenti che vengono rubricati come minori, fumo, alcol, cannabinoidi e sostanze erroneamente presentate come innocue».

«Continueremo a lavorare senza sosta per costruire una società libera dalle droghe e da ogni dipendenza, perché sono sfide come queste che animano il nostro impegno e che definiscono ciò che siamo e intendiamo essere per i nostri figli e per chi verrà dopo di noi – il videomessaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni -. Il lavoro non è finito a partire dal nuovo Piano nazionale sulle dipendenze che stiamo definendo e individuerà gli obiettivi dei prossimi anni».

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