Giallo della ricina, spunta l’ombra della zia 92enne e la torta servita alla vigilia di Natale

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Al giallo di Pietracatella si aggiunge anche Isa, la zia 92enne. La donna, che abitava nella stessa palazzina delle vittime Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate con la ricina e morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025, è stata ascoltata ieri in questura. Il motivo della convocazione è legato a una torta preparata per la vigilia di Natale e portata a cena a casa delle vittime. In quell’occasione erano presenti una decina di parenti e nessuno si è sentito male.

Gli investigatori hanno esteso le indagini anche al pranzo e alla cena del 24 dicembre. Finora era finita sotto osservazione solo la cena del 23 dicembre, l’unica alla quale erano presenti contemporaneamente le due donne, oltre al marito e padre Gianni Di Vita, che venne ricoverato.

Si complica intanto anche l’aspetto tecnico legato alle cause della morte. È slittato ancora il termine per la consegna degli esiti delle autopsie: dopo due proroghe, la scadenza era fissata al 31 maggio, ma non arriverà prima del 30 giugno. La procuratrice di Larino Elvira Antonelli ha nominato consulenti per nuovi accertamenti il direttore del centro antiveleni di Pavia Carlo Locatelli e il professore Daniele Merli. Entro il 30 giugno dovranno arrivare gli esiti anche del medico legale Benedetta Pia De Luca e al gastroenterologo Francesco Laterza.

Oggi Gianni Di Vita e la figlia Alice saranno nuovamente sentiti. Le nuove audizioni arrivano in una fase considerata particolarmente delicata dell’indagine dopo mesi di sommarie informazioni testimoniali, analisi tossicologiche e accertamenti digitali su telefoni, modem e dispositivi sequestrati nella casa di Pietracatella.

Secondo quanto si apprende, gli investigatori starebbero lavorando all’incrocio tra testimonianze, cronologie dei fatti, relazioni familiari e dati emersi dalle recenti attività tecniche sui dispositivi elettronici. Sono oltre cento le persone sentite finora, alcune anche più volte e alla presenza della procuratrice capo. Sia Gianni Di Vita, 55 anni, che la figlia Alice, 19 anni, sopravvissuti alla tragedia di Natale, sono già stati convocati diverse volte e per lungo tempo. L’inchiesta resta formalmente contro ignoti per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico.

Gli investigatori continuano a concentrarsi sulla ricostruzione delle ultime ore trascorse da Antonella e Sara prima del peggioramento definitivo delle loro condizioni cliniche, avvenuto tra il 25 e il 28 dicembre.


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