Dall’appartamento in cui vive con i genitori un ragazzo di 19 anni italiano di origini albanesi coordinava un canale Telegram denominato “Chat Terza posizione” con duecento iscritti in cui veicolava contenuti suprematisti e di estrema destra riguardanti anche la minimizzazione della Shoah e sull’apologia del genocidio del popolo ebraico.
La sezione antiterrorismo della Digos di Milano, su delega del pm Alessandro Gobbis, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per il ragazzo indagato per propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa.
Sono stati eseguiti anche altri 14 decreti di perquisizione nei confronti di altrettanti giovani estremisti, di cui 9 minorenni, indagati a vario titolo per gli stessi reati e residenti nelle province di Cagliari, Caserta, Cosenza, Materia, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino. L’indagine è nata dal monitoraggio della rete e dei gruppi dell’estrema destra suprematista e neonazista. Il giovane nella chat esaltava gli autori di gravi attentati di matrice suprematista, a partire da Brenton Tarrant che causò strage di Christchurch nel marzo 2019.
Per la raccolta e successiva diffusione del materiale il 19enne aveva anche creato un canale ad hoc, denominato “Centro Stvdi Terza Posizione” in aveva condiviso un documento ideologico in 5 punti dal titolo “Manifesto della Terza Posizione”. Oltre alle discussioni virtuali il 19enne avrebbe anche invitato gli altri appartenenti al gruppo a organizzarsi sul territorio in “Squadroni d’Azione Rivoluzionaria” per compiere azioni violente in linea con le finalità del gruppo.
Dagli accertamenti sono stati riscontrati episodi di vandalismo contro sedi di partiti di sinistra ma nessuna aggressione fisica a immigrati stranieri ed ebrei. Gli investigatori della Digos, diretti dal Marino Graziano e Beniamino Manganaro, sono risaliti ad altri due gruppi: la chat “Nuova Italia” ed amministrato da due giovani perquisiti – definitisi rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo – nel quale venivano portate avanti le stesse istanze.
Infine, altri due tra i minori perquisiti sono emersi quali attivi frequentatori di un altro ambiente virtuale di identica connotazione ideologica neonazista e suprematista nel quale, fra l’altro, hanno pubblicato anche diversi video concernenti la fabbricazione di esplosivi: il gruppo è emerso all’attenzione della Digos all’esito dell’analisi del dispositivo sequestrato a un 15enne del Trevigiano, già sottoposto a perquisizione su delega della Procura minorile meneghina nel luglio dello scorso anno.
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