Home Business Giovanni Soldini: “Salvare il mare è l’unica guerra giusta”

Giovanni Soldini: “Salvare il mare è l’unica guerra giusta”

0
1

Da navigatore oceanico, ha anticipato i tempi nella vela ed è da anni impegnato nella salvaguardia ambientale con la convinzione che un ruolo chiave verrà giocato dalla tecnologia.

Questo lo ha portato a farsi paladino di una vigorosa battaglia per la salvaguardia dei mari, installando ad esempio sul suo trimarano Maserati un impianto per il monitoraggio delle acque e la raccolta dati per l’Unesco. Un impegno che si è trasformato in uno speciale viaggio intorno al mondo di 44 mila miglia «per incontrare gli scienziati e i ricercatori che si occupano nei vari luoghi di quello che succede nei mari».

Il viaggio di Giovanni Soldini – intervistato ieri da Federico Monga in Fondazione Ferrero ad Alba sul tema “Terra, clima e agrifood” in occasione de “L’alfabeto del futuro” organizzato da La Stampa con Intesa Sanpaolo – è diventato anche un docufilm, “Around the Blue”.

Il titolo del suo intervento è “Una barca nel bosco”, un paradosso che si può paragonare al cambiamento climatico?

«Certo, la barca a vela riproduce nel piccolo tutti i problemi del mondo».

Che cosa ha visto nei suoi viaggi intorno al mondo? Che cosa è cambiato?

«La prima volta che ho navigato avevo 6 anni, da lì sono cambiate tante cose. Mi ricordo che da piccolo, dopo aver giocato tutto il giorno in mare, la mamma mi puliva dal catrame con la trielina. Oggi l’inquinamento è considerato un problema grazie alla consapevolezza della comunità mondiale. Occorre fare cose meno stupide: sette decimi del nostro pianeta sono costituiti dal mare, un bene comune che ha subìto un vero e proprio atteggiamento predatorio da parte degli umani, non c’è legge in mezzo al mare».

Che cosa ha trovato durante i suoi giri in solitaria attorno al mondo?

«Nel 1994, nei mari del Sud, credevo di essere solo in mezzo agli iceberg, senza navi commerciali. Invece, ad un tratto, mi sono trovato in una città ambulante fatta da pescherecci che pescavano calamari. Una pesca intensiva, estrema, che mi ha colpito. Non è vero che le risorse sono infinite. Dobbiamo iniziare ad avere più consapevolezza che il mondo e le sue risorse sono in sofferenza».

Nei suoi sette giri attorno al mondo, quale mare ha visto più malato?

«Il Mediterraneo: piccolo, poco profondo, molto abitato, con una valanga di Co2. L’estate scorsa superava i 30 gradi, sembrava di fare il bagno in un brodo, una situazione allucinante. Inoltre, dobbiamo renderci contro che più del 70% delle barriere coralline sono andate perse, il mare si è alzato di livello, molte isole stanno scomparendo con la conseguenza che la popolazione è in difficoltà. Gli uragani sono sempre più frequenti. Ci sono un sacco di scienziati che si stanno occupando di questi problemi, ma non vengono ascoltati».

Quali specie particolari stanno arrivando a causa dei cambiamenti climatici?

«Il pesce leone, il pesce scorpione, il granchio blu per via dell’acqua molto calda. Inoltre, si sta diffondendo una tecnica di pesca pericolosa: a blocchi di cemento si attaccano reti di nylon e palme in superficie per attrarre con l’ombra i pesci. Poi, con le mareggiate, il nylon si stacca inquinando i fondali».

Ci parli del suo trimarano.

«L’ho comprato usato, con lo scopo di farlo volare tra le onde. Durante l’ultimo giro del mondo, vi ho installato dei pannelli solari e vi ho intervistato trentadue scienziati».

Che cosa ha imparato da loro?

«L’importanza di preservare le mangrovie e di reimpiantare i coralli: difficoltoso come costruire le piramidi».

Un paradiso che non è più così?

«Il Mare di Cortés: prima era l’acquario del mondo, adesso è un ambiente vuoto. Prima ci vivevano cinquecento delfini, ora venti».

Ha più paura dei cambiamenti climatici o delle onde di Capo Horn?

«Della prima cosa, è l’unica guerra che vale la pena combattere».

Che cosa direbbe a Trump?

«Lo prenderei a calci».

Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it