MIAMI. Vincere con un po’ di sofferenza è più gustoso. Un po’ come ad Andrea Kimi Antonelli piace fare, tanto da averci abituato così. Poco importa se le partenze non sono ancora il suo forte, se poi vince e gli italiani dei motori si gustano questo talento di 19 anni di Bologna, che continua a stupire tutti, manda un omaggio al compaesano Alex Zanardi (scomparso venerdì sera) e vola sempre più in alto in classifica: 100 punti lui, 80 George Russell — che dopo l’Australia ha compiuto un’altra gara sotto le aspettative (4° ma investigato) — e 63 per Charles Leclerc. L’italiano che fa sognare l’Italia come l’amico Jannik Sinner — che poche ore prima a Madrid ha demolito il povero Alexander Zverev in meno di un’ora di gioco — si prende così la terza vittoria in carriera dopo aver ottenuto sabato le altrettante pole di fila, come solo Ayrton Senna nel 1985 e Michael Schumacher nel 1994 avevano fatto.
Per Kimi è una vittoria di nervi, su una Mercedes meno arrembante delle prime uscite, costretto a difendersi per una buona parte di gara dagli attacchi di Lando Norris (2° finale), sulla pista fatta a posta per il britannico — prima vittoria della carriera nel 2024, poi le Sprint 2025 e di sabato — e da una McLaren ritornata definitivamente fra le grandi (incredibile a dirsi vedendo la gara non corsa in Cina per problemi). Altra statistica: il bolognese è il primo pilota a vincere i primi tre GP partendo dalla pole. «La partenza non è stata brutta, non mi aspettavo che Charles e Max frenassero così — ha detto dopo la gara — per questo per evitare gli altri ho creato un piccolo gap in curva 2. Ho poi commesso un errore nella gestione dell’energia e sono finito dietro a Lando, siamo riusciti a rimontare e a tenere il passo. Stiamo lavorando tantissimo, il team è strepitoso».
E allora bravo lui, che si sfrega le mani, che crede forte a questo titolo, mentre il suo compagno di box ha perso i duelli con Charles Leclerc (6°) — anche lui notato per i tagli di curva dovuti ai problemi patiti nel finale, e a rischio penalità — e Oscar Piastri (3°) ed è stato baciato dalla fortuna nel finale per le noie di Leclerc, passando anche Max Verstappen (5°). Non c’è niente da fare per il monegasco, che è proprio tormentato dalla sfortuna. Ha dato tutto, ha provato a difendersi dal ritorno della McLaren di Piastri, poi ha perso due posizioni con un testacoda nel mezzo. Fino al problema, la gara del numero 16 era da applausi: la partenza da manuale della F1 — la frenata per evitare il super allungo di Max Verstappen (5°), poi giratosi in testacoda finendo momentaneamente nono, è intelligentissima — e poi il recupero per rimediare all’errore di strategia di Maranello.
Il team lo ha richiamato per coprire il ritorno di Russell con l’overcut, ma alla fine si è trovato dietro. Si è così innervosito («La prossima volta che decidete una cosa parlatene con me»), poi ha superato sia il pilota Mercedes e recuperato 8”1 su Verstappen, con le Hard alla frutta nel finale — ha cambiato al via approfittando della Safety, entrata per il botto del suo compagno Isack Hadjar — prima del patatrac finale. Quel che è certo è che il terzo posto per Charles era più del massimo che potesse ottenere, considerando il ritorno delle McLaren e la consueta Mercedes di Kimi.
Se le SF-26 hanno mostrato una buona crescita — ottima nel veloce e nel lento, nella gestione della gomma e nell’alto livello di carico — deve risolvere il problema della potenza della Power Unit nei rettilinei. Il problema è che se lei è migliorata, anche le rivali lo hanno fatto. Anonima invece la gara di Lewis Hamilton (7°), rovinata al via per il contatto con l’Alpine di Franco Colapinto (8°). L’argentino ha eguagliato il suo miglior risultato dal GP di Baku 2024. Hanno chiuso la top-10 le Williams di Carlos Sainz (9°) e Alexander Albon (10°). Fra tre domeniche si corre in Canada.
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