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Gp Singapore: la Sprint a Verstappen, Russell si schianta

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Un altro piccolo passo verso il Mondiale. Kimi Antonelli vince anche arrivando quarto, visto quanto combina il suo compagno di squadra George Russell: scattava secondo nella Sprint di Singapore, con una grande partenza si è messo subito al comando davanti a Max Verstappen, ma al termine del primo giro – sull’asfalto umido in seguito all’acquazzone che ha ritardato il via di mezz’ora –, George ha perso il controllo della sua Mercedes all’uscita dell’ultima curva, finendo contro il muro alla sua sinistra.

«Sorry, sorry, sorry», ha esalato via radio l’inglese che aveva lasciato la Malesia con il motore in panne e per questo (nuova power unit) domani partirà ultimo nella gara lunga. Kimi ringrazia: anche in una giornata difficile, in attesa delle qualifiche previste alle 15, può sorridere perché guadagna altri cinque punti sul primo rivale in classifica e allunga a +89.

Già, perché nell’ultimo giro una follia di Lando Norris ha portato al contatto con il compagno di squadra Oscar Piastri, con il risultato di lasciare strada al leader del Mondiale che li seguiva. Ah, ringrazia anche Verstappen: ritrovatosi di nuovo in testa, non ha dovuto fare troppa fatica per andare a prendersi la 14ª Sprint della sua carriera, un dato impressionante se si pensa che dal 2021 – stagione in cui è stato introdotto il nuovo formato – con questa se ne sono corse in totale 30.

«La partenza è stata orrenda – commenta Super Max -, poi ho avuto un po’ di fortuna e dopo ho pensato a mantenere la calma». Ora l’obiettivo è prendersi questo Gp per la prima volta in carriera: «Per me conta vincere domani – conclude -, oggi è una bella giornata ma questa non la considero una vittoria».

Super Max: “Per me conta vincere domani”

Diciamo che una Sprint a Marina Bay, come quella prevista a Montecarlo nel 2027, non è una grandissima idea, il rischio è di assistere a una processione verso il traguardo. Così è accaduto, a parte i brividi iniziale e finale, nonostante la pioggia battente abbattutasi sul circuito un quarto d’ora del via (tutti hanno scelto gomme intermedie).

Prometteva spettacolo, ma è rimasta appunto una promessa anche perché ormai da anni la F1 ha un chiaro problema con l’acqua: se ogni volta si deve attendere che la pista si asciughi o quasi, tanto varrebbe abolire le gare sul bagnato. «Noi della vecchia guardia vorremmo correre in quelle condizioni – aveva detto Lewis Hamilton qualche giorno fa -, ma i giovani sono più prudenti». Il pilota della Ferrari ha dimostrato di amare la pioggia realizzando una partenza sensazionale: in pochi metri, passando all’interno di Piastri, ha guadagnato tre posizioni, risalendo dal 6° al 3° posto, diventato poi 2° dopo l’incidente di Russell.

«Quando ha iniziato a piovere mi sono detto: questa è una grande giornata – così il sette volte campione del mondo -, adoro certe situazioni». Alla ripartenza dopo la safety-car, Lewis si è dovuto accontentare del piazzamento perché la Rossa non aveva il ritmo per inseguire la Red Bull di Verstappen. Alle sue spalle, buon terzo posto di Charles Leclerc, che nel finale ha sofferto parecchio ma è riuscito a tenersi dietro le due McLaren, prima dell’autoscontro papaya.

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