L’appuntamento con le targhe personalizzate è per il primo gennaio 2028. O almeno, quello sarà il momento dell’entrata in vigore della modifica al Codice della Strada, quando verrà approvato dal Parlamento. Poi, serviranno i regolamenti attuativi della Motorizzazione civile, che dovrà anche aggiornare i propri sistemi informatici e aprire un «portale» per le targhe personalizzate. Entro la primavera del prossimo anno, comunque, è previsto il completamento della parte «burocratica» (pareri del Consiglio di Stato e della Conferenza Unificata di Stato e enti locali).
Prezzi e dimensioni
Dipenderanno dal tipo di veicolo: per le auto, il costo (per targa anteriore e posteriore) sarà di 600 euro, che comprendono i 500 di spese per la produzione ad opera del Poligrafico dello Stato e i 100 da versare alla Motorizzazione; per i motoveicoli, il costo sarà di 360 euro (la targa è una sola).
Le combinazioni possibili
La dimensione di targa e caratteri sarà quella standard, come anche il colore e le due bande blu verticali ai lati. Rimarrà anche la combinazione di sette caratteri (due lettere, tre numeri e due lettere), ma non potrà comprendere lettere accentate, caratteri o simboli speciali, ma anche lettere storicamente vietate (I, O, Q e U) e sigle delle forze dell’ordine o istituzionali.
Procedura e limitazioni
E’ possibile richiedere la targa al momento dell’immatricolazione, sia di veicoli nuovi sia nell’eventualità di reimmatricolazione (per esempio, smarrimento, furto o deterioramento della vecchia targa). Il proprietario del veicolo dovrà inviare alla Motorizzazione una richiesta per la «verifica dell’unicità» della stringa alfanumerica richiesta. La normativa prevede che non possano essere utilizzate combinazioni e parole offensive o ambigue. In caso di vendita del veicolo, la targa rimarrà al proprietario e non può essere venduta a terzi.
Come funziona negli altri Paesi
Gli Stati Uniti offrono libertà totale, con nomi, parole e sfondi grafici a scelta. Il costo è più contenuto (dai 15 ai 100 dollari), ma il pagamento è annuale. In Germania, è possibile personalizzare soltanto la parte centrale e finale della targa: le prime due lettere servono per identificare la città di residenza del proprietario del veicolo. Il costo è di 12,80 euro. Nel Regno Unito, la personalizzazione ha un formato fisso o storico, con combinazioni rilasciate dallo Stato. E di queste targhe c’è un mercato molto fiorente, con costi che partono dalle 250 sterline fino a raggiungere cifre record nelle aste per le «storiche» che assomigliano a nomi propri. In Belgio e in Austria è possibile scrivere nomi o acronimi. Non ci sono particolari vincoli, tranne le bande blu agli estremi e i loghi europei. In Belgio il costo è di mille euro, in Austria è di poco superiore ai 250. In Svizzera, le prime due lettere (come in Germania) sono riservate alla sigla del cantone di residenza, possono essere personalizzati soltanto il numero progressivo seguente. Con una particolarità: più il numero è basso, più è indice di «storicità» della proprietà e della famiglia di appartenenza del veicolo. Per questo, i prezzi variano dai 100 o 200 franchi (più o meno la tessa cifra in euro) ai 300 o 400 mila. Anche perché le targhe possono essere lasciate in eredità.
Disclaimer : This story is auto aggregated by a computer programme and has not been created or edited by DOWNTHENEWS. Publisher: lastampa.it










