«Assolti perché il fatto non sussiste». Non sono colpevoli i due quindicenni accusati di avere «torturato» e molestato sessualmente un coetaneo durante una festa di Halloween combinata lo scorso novembre in una casa di corso Casale a Torino. Lo ha stabilito oggi il tribunale dei minori, accogliendo la tesi difensiva, tutta incentrata sulla «immaturità psicologica» degli imputati. Non solo. Le difese hanno sempre sostenuto la tesi dello «scherzo» o della «bravata» finita male. Per capire il ragionamento dei giudici occorrerà però attendere le motivazioni.
La richiesta della procura e le accuse
La procura, guidata da Emma Avezzù, aveva chiesto tre anni e otto mesi per i due imputati. La terza indagata era stata giudicata separatamente e le era stata concessa la messa alla prova. I pm non hanno mai avuto dubbi: in tre, quella notte, sequestrarono la vittima. La chiusero in bagno, la rasarono in testa e in due la molestarono. Violenza sessuale, violenza privata e sequestro di persona i reati contestati. Era stata la madre del quindicenne, il giorno dopo, a fare, con lui, denuncia ai carabinieri. La querela non è mai stata ritirata. Il ragazzo non ha mai cambiato la propria versione: «Mi hanno torturato». Alla fine di quella che sarebbe dovuta essere una grande festa, il quindicenne sarebbe stato convinto a buttarsi nel fiume ghiacciato.
Le torture
Prima, per tutta la notte, in un appartamento della pre collina avrebbe supplicato, secondo i pm, i suoi amici che lo avrebbero trattenuto nel bagno per oltre due ore. Questo il tempo calcolato dagli investigatori. Prima sarebbe stato denudato e rasato: «gli lasciarono in testa solo pochi ciuffetti». Gli abusi sessuali sarebbero stati ripresi. Ora questa storia forse è da rileggere. Per i giudici non ci sono colpevoli. «Vicende tristi come questa – dichiarano gli avvocati Antonio Vallone e Agostino Ferramosca – non hanno né un vinto né un vincitore. Come difensori abbiamo fatto il nostro dovere come lo ha fatto la procura e il tribunale. Speriamo che le istituzioni continuino a occuparsi di tutti i ragazzini coinvolti i questa storia».
Il processo
“Torturarono un 15enne a Halloween”, la procura chiede pene di 3 anni e 8 mesi per due 15enni

«Un deficit affettivo»
La stessa perizia ordinata dal tribunale evidenzia come gli imputati abbiano «deficit di natura educativa ed affettiva». Un’incapacità di gestire le emozioni e le relazioni. Forse non si sono nemmeno resi conto della sofferenza che stavano provocando a quello che, fino al giorno prima di quella festa, sarebbe stato un loro amico. Non si sono più visti. La vittima vuole soltanto dimenticare.
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