I “furbetti” del Superbonus: un appartamento su due non è in regola con il Catasto

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Sugli immobili fantasma l’Agenzia delle Entrate stringe i tempi e grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale intensifica la caccia alle costruzioni che non risultano censite dal Catasto. Intanto, dai primi controlli a campione sugli immobili ristrutturati grazie al Superbonus si scopre che quasi un proprietario su due non è in regola e, quindi, tutti questi «furbetti» saranno chiamati a correggere la classificazione catastale del loro immobile e a pagare più tasse.

È il Documento di finanza pubblica appena trasmesso al Parlamento a fare il punto sulla riforma del Catasto prevista dal Pnrr che di qui al 2029 dovrebbe portare all’aggiornamento dei valori catastali su una serie di immobili. «Nel corso del 2025 – è scritto nel Dfp – sono proseguite le attività, già avviate negli esercizi precedenti, finalizzate ad assicurare l’integrazione delle banche dati catastali, puntando a mappare entro fine 2027 tutte le proprietà non incluse nel registro catastale».

Monitoraggio con l’Ai

Per questo, sono state avviate attività di ricognizione degli immobili non censiti attraverso un nuovo monitoraggio effettuato mediante la fotointerpretazione della cartografia catastale sovrapposta alle fotografie aeree rese disponibili mediante l’utilizzo di algoritmi di intelligenza artificiale. Dai dati aggiornati la porzione di territorio nazionale per la quale è stata completata la fotointerpretazione a fine 2025 è pari al 75% e si prevede di raggiungere l’85% nel corso di quest’anno.

Le eventuali incoerenze saranno oggetto di verifica da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate, a cui seguirà poi l’invio di segnalazioni agli intestatari. In caso di inottemperanza rispetto all’obbligo di presentare la dichiarazione, scatteranno poi i procedimenti «finalizzati alla regolarizzazione catastale degli immobili».

Entro fine 2028 la legge impone anche di aggiornare i valori catastali per gli edifici che sono stati sottoposti a interventi di efficienza energetica o di miglioramento strutturale, finanziati in tutto o in parte da fondi pubblici. Per questo, nel corso del 2025 è stata avviata la campagna di comunicazione con l’invio di lettere di compliance con la quale i soggetti intestatari sono stati invitati a verificare la corretta attribuzione della rendita catastale dei loro immobili e l’eventuale necessità di regolarizzare il classamento a seguito degli interventi eseguiti che possono aver aumentato il valore dell’immobile.

Le lettere di compliance

Ad aprile 2025 erano state inviate le prime lettere di compliance che hanno interessato circa 3.300 entità urbane censite in qualità di unità immobiliari in corso di costruzione o di definizione e prive di rendita catastale. A queste comunicazioni lo scorso ottobre è poi seguito un secondo invio di comunicazioni che ha interessato altri 12.000 immobili. In seguito alle risposte pervenute dai contribuenti sono stati avviati quindi una serie di pre-controlli.

Al 31 dicembre 2025 risultavano concluse circa 3.500 verifiche con le quali è stata accertata l’avvenuta regolarizzazione per circa 1.050 immobili, mentre per altri 900 non c’era nessun obbligo di presentare una nuova dichiarazione. Per i restanti 1.500 immobili, invece, emersa la necessità di procedere alla loro regolarizzazione.

Va anche detto che nel corso del 2025 sono state presentate spontaneamente dichiarazioni di variazione per circa 70 mila immobili per i quali sono stati fruiti bonus edilizi con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente. Dato che, ovviamente, fa ben sperare sulla possibilità di regolarizzare tante posizioni.

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