Il calvario di Andrea Peracchione, lo studente di Cantoira muore 2 anni dopo l’incidente in scooter

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Per due anni ha lottato affrontando un calvario di sofferenze, scandito da ricoveri, cure, terapie e speranze. Ma, alla fine, il giovane cuore di Andrea Peracchione si è arreso. Era una sera del giugno di due anni fa e il ragazzo, che aveva appena 17 anni, stava tornando a casa a Cantoira dopo una serata trascorsa insieme a degli amici a Pialpetta di Groscavallo.

Era in sella al suo scooter quando perse il controllo del mezzo e uscì di strada in località Prati della Via. Il ragazzo riportò ferite gravissime e, da allora, è stata una battaglia quotidiana per restare aggrappato alla vita. Per tutto questo tempo la comunità della Val Grande ha pregato per Andrea e ha cercato sempre di garantire una vicinanza morale alla sua famiglia, alla mamma Ivana, al papà Marco e al fratello maggiore Alessandro.

Chi era Andrea Peracchione

In queste ore centinaia di messaggi di cordoglio stanno arrivando sui social e anche alla famiglia. Perché Andrea era un ragazzo solare e intraprendente che stava sbocciando alla vita con tutti i sogni e i progetti che si hanno a quell’età.

Era appassionato di agricoltura e allevamento. Infatti aveva appena terminato la quarta all’istituto tecnico agrario “Dalmasso” di Pianezza. Ma la sua dimensione era la montagna e tutto quello che ruota nell’ambiente alpino. Appena poteva dava una mano al nonno Franco nella gestione delle capre, aveva imparato a produrre il formaggio.

«Mio figlio, nonostante la giovane età, era un ragazzo davvero determinato, una forza della natura» ricorda il padre Marco «a 16 anni aveva già imparato a saldare, faceva legna, era in gamba anche nei lavori in muratura, era infaticabile».

La musica nella vita di Andrea

Però, oltre a tutto questo, Andrea Peracchione amava anche la musica che coltivava con entusiasmo suonando il trombone. Perché faceva parte della Junior Band di Cantoira, della Fanfara Cantoirese e della Banda di Ala di Stura.

E poi, da quando era poco più di un bambino, aveva iniziato a salire sul palco con mamma e papà e suonare insieme al gruppo di tradizione franco provenzale Li Barmenk.

Il ricordo de Li Barmenk

«Andrea era un ragazzo che viveva la montagna nella sua semplicità, le caprette, i suoi formaggi, il fieno e la sua musica» dice Enea Berardo, fondatore e leader de Li Barmenk «ho un ricordo che porterò sempre con me: sul palco ci teneva ad avere il gipun e le scarpe lucide come gli avevo sempre detto, in rispetto della musica e delle tradizioni».

Quando si svolgono i funerali

I funerali si svolgeranno domani alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di Cantoira.

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