Il ritorno del desiderio in vacanza. Eros e riposo. E al rientro che cosa succede?

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«Quando stacco dal lavoro il mio desiderio sessuale si risveglia, ma ho paura che in autunno svanisca di nuovo. Come lo mantengo in vita?»

Una mia paziente mi racconta di vivere un inaspettato risveglio dei sensi durante le vacanze estive per poi ripiombare nel baratto del disinteresse sessuale al rientro alla vita domestica.

Pian piano, a valigie disfatte e a tintarella sbiadita, si scolorisce anche la passione.

Queste frasi, a metà tra una confessione e una delusione, sono tra le confidenze più intime che i pazienti mi consegnano in seduta.

Dare la colpa o il merito al famigerato cortisolo che in vacanza scema e alla dopamina che si innalza è una lettura miope, altamente riduttiva rispetto alla complessità del desiderio sessuale. In realtà, la situazione è molto ma molto più complessa.

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Lo stato dell’arte del desiderio sessuale oggi

La mancanza di desiderio sessuale sembra essere il male del nostro secolo. Le coppie, dopo qualche anno, nella migliore delle ipotesi, smettono di guardarsi, parlarsi e ovviamente desiderarsi. Utilizzano gli amanti – stagionali, meteore estive o stabilente presenti nelle loro vite – per sopravvivere all’usura del tempo che passa e non scegliere di cambiare davvero.

Quando il calo del desiderio, in clinica detto “desiderio sessuale ipoattivo”, diventa una conclamata disfunzione sessuale o si trasforma in un abbandono, solo in quel caso e non sempre, si traduce in una richiesta di consulenza.

“Perché in vacanza i litigi con il mio compagno aumentano?”

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La parabola discendente del desiderio

Sembra veramente paradossale che in un momento storico di sovraesposizione a stimoli sessuali e di pornografia ad oltranza il desiderio sessuale sia il grande assente, ma in realtà la sua vita all’interno del singolo e della coppia dipende da tantissimi elementi, non sempre chiari ai legittimi proprietari.
Il desiderio sessuale, nella sua forma acuta, resiste molto poco nella vita delle coppie a meno che la coppia non sappia come nutrirlo.

Per mantenere in vita negli anni il sacro fuoco della passione e non consegnarlo all’inedia e all’incuria bisogna averne cura.

Il nutrimento non si riferisce a piume e giochi di ruolo – utili, audaci, ma non terapeutici -, ma a tutto quello che nutre la coppia fuori dalla stanza da letto.

La difficoltà maggiore per le coppie in crisi è trasformare la forma acuta di desiderio, quello che arde e brucia in fretta, in una forma longeva che possa coniugare stabilità con erotismo, tenendo sempre conto delle sue naturali e fisiologiche fluttuazioni.

“Mio marito dice che la causa delle sue disfunzioni sessuali sono io. Che cosa faccio?”

Prima o poi, all’interno di una coppia stabile, non si sa bene perché, accade l’inevitabile: noia, abitudine e quotidiano uccidono l’eros e il desiderio precipita in un pozzo senza fondo.

Quel desiderio urgente, impellente, quasi doloroso e straziante lascia lentamente il posto al rapporto sessuale del sabato sera – quando i bambini dormono dai nonni o escono con gli amici – o della domenica mattina, se ulteriori impegni familiari non occupano il tempo della coppia, oppure ancora delle vacanze.
Il rischio più grande, oltre alla crisi e alla rottura della coppia, è quello di trovare un estraneo tra le lenzuola coniugali come possibile afrodisiaco o antidepressivo.

La vacanza come tregua psichica

Leggendo la famigerata e tanto iper investita vacanza con la lente d’ingrandimento della mia professione, posso affermare come spesso rappresenti una fuga da un temporaneo allentamento delle difese superegoiche.

Il Super-Io, mostro ingombrante che tiene le fila di molti dei nostri comportamenti, concede una sorta di transitoria e vacanziera licenza all’Io, permettendogli un ritorno al Principio di Piacere.

La libido, precedentemente desessualizzata e sublimata nel lavoro, sotto forma di iper-investimento professionale, viene improvvisamente riconvertita in energia sessuale e relazionale oggettuale.

Sole, mare, colazioni in uno stato di calma e riposo assoluto, il tempo dilatato, niente tabelle di marcia e un corpo che finalmente viene ascoltato. Non sempre però le vacanze hanno questo effetto miracoloso. Quando la coppia è zoppicante o in crisi, nemmeno la meta più esclusiva o esotica indosserà i panni del terapeuta di coppia, e il desiderio verrà lasciato rigorosamente a casa, rinchiuso e dimenticato nell’armadio dei tabù.

“Siamo una coppia bianca da quasi vent’anni, possiamo guarire?

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L’angoscia settembrina

La paura che il desiderio svanisca ad autunno iniziato non è da imputare soltanto al ritorno della stanchezza, ma anche all’angoscia dell’Io che avverte il ritorno imminente della censura e del controllo del Super Io.

Il piacere viene trascurato a favore di quello che solitamente la coppia sa fare meglio: lavorare. Una delle più potenti anestesie per non sentire.

E se fosse un meccanismo di difesa?

Molto spesso nelle coppie che ho in terapia noto il ripetersi dello stesso copione: la routine lavorativa e lo spegnimento dell’eros vengono inconsciamente utilizzati come meccanismi di difesa contro un’eccessiva vicinanza emotiva. L’intimità profonda spaventa, è faticosa, perché riattiva antiche angosce di fusione o di vulnerabilità.

Parlare di desiderio, delle sue fluttuazioni, deflessioni o impennate improvvise, senza la sua cornice e contenitore che è la coppia è un discorso miope. Diventa assolutamente indispensabile studiare, con affetto, rispetto e cura, la coppia che si rivolge a noi.

Completata la prima e scrupolosa fase diagnostica – diagnosi psico-sessuologica o combinata -, si potrà stabilire come poter aiutare quella coppia nella sua meravigliosa unicità di grovigli e risorse.

“Il mio partner soffre di eiaculazione ritardata e io non ne posso più. Si può curare?”

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Vademecum per prolungare lo stato di benessere dei sensi

Non esiste una strategia attuabile per tutte le coppie, anche perché ogni coppia è diversa da un’altra, ma c’è qualche punto su cui poter riflettere. Una coppia che desidera mantenere il benessere da vacanza può tentare di difendere il legame dalla noia grazie a delle micro-vacanze.

Il desiderio ha bisogno di spazio vuoto e di distanza per esistere e resistere. Quando l’agenda autunnale, dal lunedì alla domenica, è strapiena, tra lavoro, spesa, palestra e doveri multipli, non può rimanere spazio per l’intimità.

Oltre le abitudini, una manciata di stelle

A spegnere il desiderio non è soltanto il lavoro, ma la prevedibilità della routine domestica.

In vacanza, le coppie fanno l’amore in orari diversi, in stanze diverse o dopo aver fatto un’esperienza nuova insieme, dopo aver condiviso del buon cibo e le stelle.

Dopo una giornata di lavoro e fatiche, se i coniugi aspettano di andare a letto a mezzanotte ed essere rapiti dalla passione si sbagliano, perché questo non accadrà, non può accadere.

Il desiderio sessuale è una strada a doppio senso: come si fa a desiderare chi non è desiderante?

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Cambiare stanza, orario o semplicemente uscire a bere qualcosa a metà settimana in un posto inedito o fare semplicemente una passeggiata al parco potrebbe essere sicuramente d’aiuto (la coppia non deve essere in crisi o avere delle problematiche psichiche o sessuali).

Non è pensabile passare repentinamente da una e-mail di lavoro, magari passiva-aggressiva, alla sessualità in cinque minuti.

Il corpo ha bisogno di una zona di decompressione, e la psiche anche.

Per evitare che il desiderio possa languire in balìa della routine quotidiana andrebbe sempre nutrito, concimato e innaffiato, con separatezza e giusta distanza, con una buona dose di mistero, abbondante immaginazione e intelligenza emotiva: al mare e in città!

Questo articolo è stato scritto in esclusiva per La Stampa da Valeria Randone, psicologo e sessuologo clinico a Catania, Milano e online (www.valeriarandone.it) e autrice del libro “L’aggiustatrice di cuori – Le parole che riparano”

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