Il Salone del Libro apre oggi i battenti. Nella notte il Lingotto era ancora attraversato da muletti, scatoloni e ultime rifiniture, ma già pronto ad accogliere migliaia di visitatori. La 38ª edizione parte dai giovani e dalle loro domande, simboleggiate dai grandi punti interrogativi del nuovo padiglione 4, cuore degli spazi dedicati a scuole e ragazzi. Con 2.700 eventi, 70 sale e 147mila metri quadri, il Salone continua a crescere tra incontri, editori, intelligenza artificiale e omaggi a Elsa Morante. Oggi anche la giornata delle istituzioni, con l’inaugurazione ufficiale e il dialogo tra il ministro Alessandro Giuli e Massimo Cacciari.
C’è chi si porta l’ombrello per il sole

Biglietteria deserta, i 7 euro di sovrapprezzo dissuadono il pubblico
Se le code agli ingressi dove basta esibire il ticket acquistato online sono chilometriche, la biglietteria è quasi deserta. Anche quest’anno, i sette euro di sovrapprezzo hanno dissuaso il pubblico. «Io però online non lo so fare. Non basta pagare, ci si deve anche registrare» obietta un signore anziano.
Metro carica
Carichi fino al limite i vagoni della metro in direzione Lingotto. C’è chi si arrende e aspetta la corsa successiva, sperando in un colpo di fortuna, e chi non demorde e si spinge contro la folla per ricavarsi un piccolo spazio. L’annuncio vocale informa: «Stai andando al Salone del Libro? Le fermate consigliate sono Lingotto e Italia 61».
«Vanno tutti al Salone» commenta una maestra alla classe di bambini della scuola elementare che da sola occupa quasi interamente una carrozza.
Il popolo del Salone è facilmente riconoscibile: borse di tela di ogni colore, qualche pass al collo e allegria dilagante.
Prime code agli ingressi
Torino si sveglia nel segno delle code. Lunghissime file ai quattro ingressi del Lingotto e affollamento record nelle stazioni della metro: il Salone del Libro è tornato, e la città ne avverte subito l’atmosfera magica. Rincuora tutti il tempo, che sembra reggere, ma senza il caldo opprimente dell’anno scorso. I visitatori si spogliano delle giacche a vento inutili e avanzano verso gli ingressi, con borsoni in mano e zaini sulle spalle pronti a riempirsi di libri.
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