Immigrati, il cortocircuito della politica. Salvini all’attacco, Meloni prudente

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La politica polemizza, cerca spiegazioni, ma soprattutto punta il dito sulla sicurezza. Poche ore dopo la strage mancata di Modena, sulle agenzie piovono commenti e dichiarazioni. E così mentre Salvini tuona contro l’immigrazione, c’è chi tiene la barra dritta e invita alla cautela.

La premier Giorgia Meloni segue l’evolversi della situazione, chiama il sindaco di Modena, poi, sui social, scrive che «quanto è accaduto è un fatto gravissimo» e confida che «il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni». Il presidente del Senato Ignazio La Russa legge le «notizie drammatiche» e non ha dubbi: «Siamo di fronte a un’azione di brutale violenza che, per la dinamica, ricorda tristemente molti episodi simili avvenuti in Europa». Cordoglio anche dal presidente della Camera Lorenzo Fontana e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani che prega per le persone rimaste coinvolte e sente il titolare del Viminale per ricordare quanti nelle forze dell’ordine sono impegnati per garantire «con coraggio» la sicurezza dei cittadini. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in costante contatto con il prefetto di Modena, chiama il sindaco Massimo Mezzetti e il presidente della Regione Emilia Romagna Michele De Pascale.

La vicenda è ancora tutta da chiarire. La politica interviene, discute, nelle ore in cui gli agenti della polizia perquisiscono la casa di Salim El Koudri, parlano con i suoi amici e parenti, scavano nel suo passato, compreso il ricovero nella clinica psichiatrica pare per schizofrenia. Gli inquirenti invitano alla cautela. Ma il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, leader del Carroccio, non ci sta ad attendere gli esiti degli accertamenti. E su X scrive: «Salim El Koudri. Questo il nome del criminale di seconda generazione che oggi a Modena ha falciato, con la sua auto a folle velocità, dei passanti innocenti». E aggiunge: «Non ci può essere nessuna giustificazione per un delitto così infame». Non solo. La Lega va all’attacco in una nota: «Una cosa è certa: in troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette seconde generazioni è fallita». Poi aggiunge: «Altro che ius soli o cittadinanze facili, bisogna proseguire con ancora più determinazione sulla strada di permessi di soggiorno revocabili in caso di reati gravi». Sulla faccenda decide di intervenire anche il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar: «Sono rimasto sconvolto nell’apprendere del vile attentato di Modena». Poi la solidarietà «al governo italiano e alle famiglie delle vittime».

Propaganda a parte, la notizia scuote gli animi e pone degli interrogativi. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein pensa alle persone ferite e ai loro parenti ed esprime «gratitudine, oltre che alle forze dell’ordine, anche ai quei cittadini che con coraggio hanno inseguito e fermato il responsabile». Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte spera «che si faccia rapidamente luce su quanto accaduto e che chi è responsabile paghi per questo folle gesto», mentre Matteo Renzi di Italia Viva si dice «sconvolto. È la prima volta che in Italia registriamo un drammatico evento di questo genere: occorre fare chiarezza subito e reagire tutti insieme con determinazione». A chiedere che sia fatta luce «accertando rapidamente fatti e responsabilità» è anche Angelo Bonelli di Avs. E il leader di +Europa Riccardo Magi esprime «massimo sostegno alle autorità cittadine a partire dal sindaco» e «gratitudine per i cittadini coraggiosi». Da Azione, Carlo Calenda solleva questioni sulla gestione della sicurezza. Esordisce: «Che si tratti di una situazione di squilibrio mentale o di terrorismo è troppo presto per dirlo». Poi aggiunge: «Non c’è dubbio però che manchi un’azione di prevenzione nel contenere persone che possono essere socialmente pericolose».

I messaggi di solidarietà si susseguono. I sindaci inviano messaggi di vicinanza al collega di Modena. Gli scrive, per citarne alcuni, il sindaco di Bologna Matteo Lepore, quello di Roma Roberto Gualteri, la prima cittadina di Firenze Sara Funaro.

Il mondo politico si mobilita. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini sottolinea lo «sgomento di fronte a un episodio così grave» e la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati dice: «Questi fatti lasciano senza parole per la loro gravità».

Le parole vengono ponderate quasi da tutti: si cerca di capire i contorni della storia. Si condanna, certo. Ma senza strumentalizzare. A parte la Lega che tuona contro gli immigrati e i figli degli immigrati.

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