Inflazione in lieve frenata a giugno. I consumatori: “Salasso per le famiglie”

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A giugno l’inflazione non sale rispetto a maggio e rallenta su base annua, da +3,2% del mese precedente a +3%. Un lieve rallentamento che riflette l’attenuarsi delle tensioni sui prezzi degli alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,5%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,7%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%). Si riduce poi il tasso di variazione tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa” (da +1,9% a +1,6%).

Lo evidenzia l’Istat. Accelerano, d’altra parte, i prezzi degli energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,3%) e non regolamentati (da +12,5% a +12,9%). Nel mese di giugno, peraltro, l’inflazione core, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, cala di uno 0,1%, così come quella al netto dei soli beni energetici. Secondo le stime preliminari di giugno, nel comparto energetico i prezzi evidenziano una dinamica in moderata accelerazione (da +11,9% a +12,7% su base annua; -0,2% su maggio), che interessa entrambe le sue componenti, luce e gas.

I trend

Un trend in rallentamento su base annua si registra per i prezzi del gasolio per riscaldamento (da +36,8% a +26,6%; -7% su maggio), del gasolio per mezzi di trasporto (da +25,4% a +21,5%; -1,5% su maggio), di altri carburanti per mezzi personali di trasporto (da +9,8% a +8,4%; -2,8% su maggio) e della benzina (da +10,7% a +10,3%; +0,4% su maggio).

Nel comparto dei beni il tasso di variazione tendenziale resta stabile, mentre in quello dei servizi diminuisce (da +2,8% a +2,6%; +0,4% su maggio). Il differenziale inflazionistico tra il comparto dei servizi e quello dei beni si amplia rispetto al mese precedente (a -0,8 punti percentuali, da -0,6). Il settore alimentare vede complessivamente rallentare la crescita dei prezzi, per effetto essenzialmente della dinamica tendenziale degli alimentari non lavorati, nell’ambito dei quali decelerano sia i prezzi di frutta e frutta a guscio, che quelli di ortaggi, tuberi, banane plantano, banane da cucina e legumi.

I prezzi degli alimentari lavorati restano stabili a +0,2%. Nel comparto dei servizi, a rallentare sono i prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, con particolare riferimento ai servizi di alloggio. In rallentamento sono anche quelli dei Servizi relativi ai trasporti, trainati dalla flessione dei prezzi sia del trasporto aereo di passeggeri, sia del trasporto marittimo e per vie d’acqua interne di passeggeri. L’impatto dell’evoluzione dei prezzi delle diverse tipologie di prodotto sul tasso di inflazione di giugno è misurato dai contributi alla variazione tendenziale dell’indice generale dei prezzi al consumo.

Cosa dicono i consumatori

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, sarà comunque «un’estate salata». «La tregua tra Usa e Iran sta producendo i primi effetti positivi, anche se è troppo presto per cantare vittoria. Resta, infatti, un’estate rovente sul fronte dei prezzi. Anche se a giugno si ferma l’accelerazione dell’inflazione, con quella congiunturale nulla, resta il fatto che in appena 4 mesi i prezzi sono decollati del 2%, pari a 493 euro su base annua per una famiglia media, 697 euro per una coppia con 2 figli. Per abitazione, elettricità e gas la mazzata è pari in media a 180 euro, per i trasporti ammonta a 182 euro. Insomma, una stangata che non è purtroppo destinata ad attenuarsi fino a quando l’apertura dello Stretto di Hormuz non sarà totale e l’inflazione, invece di stabilizzarsi, non comincerà a scendere. Resta, quindi, un’estate salata».

Federconsumatori ci va giù dritto: «Non si canti vittoria, il tasso si trova ancora su livelli elevati». «Secondo le stime aggiornate dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, con l’inflazione a questi livelli le ricadute ammontano a 991,80 euro annui in più a famiglia. Preoccupa, inoltre, l’inarrestabile aumento dei costi energetici, che si unisce alla lentezza esasperante con cui i costi dei carburanti si stanno adeguando (in misura ancora insufficiente) al ribasso, con mancati risparmi famiglie per le famiglie di 119,40 euro annui».

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