CITTÀ DEL MESSICO. «Stasera facciamo qualcosa?». Ci mancherebbe, campione del mondo. Questo è Kimi Antonelli: ieri sera, ormai piena notte in Italia, una volta esauriti gli onori e gli oneri che si competono al nuovo re della Formula 1, decine di interviste, foto, dichiarazioni, oltre alle consuete riunioni con ingegneri e personale del team dopo la gara, finalmente ci ha pensato. E ora che si fa, come si festeggia? Come se uno che ha appena conquistato il massimo risultato possibile nei motori, 73 anni dopo l’ultimo italiano capace di un’impresa del genere, Alberto Ascari nel 1953, potesse essere dimenticato, lasciato da solo. Gli ha risposto il papà, Marco, rinfrancato dal successo del figlio dopo che il suo team aveva perso il campionato Gt all’ultima gara al Mugello: certo, c’è una festa organizzata per te. Una serata in un locale di Polanco, il quartiere più esclusivo di Città del Messico, con il personale Mercedes e qualche altro invitato.
La gioia di Kimi Antonelli dopo la vittoria del Mondiale: “Non credo di aver mai pianto così tanto”
Nulla di esagerato, d’altra parte lo stesso Kimi non aveva voluto sapere alcun dettaglio di quanto sarebbe accaduto dopo aver tagliato il traguardo da campione del mondo. «Facevo fatica a vedere per colpa delle lacrime», ha raccontato, i suoi singhiozzi e l’emozione del momento hanno commosso migliaia, forse milioni, di appassionati. Con mamma Veronica e la sorellina Maggie, poi battute dal fuso orario (sono arrivate in Messico venerdì sera) e assenti al party, aveva festeggiato subito, in pista e a cena. In mezzo, la consueta esplosione di gioia al momento della foto ufficiale con il team, nella corsia dei box: champagne per tutti e soprattutto addosso a tutti.
Antonelli si è portato via il pannello della F1 con scritto «world champion», davanti al quale aveva parcheggiato la sua W17. Raccontando qualcosa di quello che aveva in mente: «Stasera penso che starò con famiglia e amici – così ai media -, dopo il Brasile organizzerò qualcosa di grosso, una festa speciale. Quindi forse a Las Vegas non mi presenterò proprio al top… Ma va bene, no?».
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