“Credo che ciascuno di noi debba ricordare quante volte ha avuto bisogno dell’indulgenza degli altri. È una generosità che possiamo ricambiare ogni giorno, cominciando proprio dalle piccole cose”. Andrea Bocelli ha fatto molto di più che stemperare le polemiche sulla battutaccia di un concorrente del Grande Fratello Vip: ci ha dato una grande lezione di stile, anzi di più, una lezione di vita. “Ricordati di quando hai avuto bisogno dell’indulgenza altrui” è una frase che andrebbe stampata e appesa su tutti i nostri device, dovrebbe essere lo sfondo di ogni nostro schermo, che ci inviti a quell’istante di riflessione prima di scagliarci contro chiunque. E non è solo questione di haters, ma di quel riflesso per cui ci sentiamo in diritto di salire su un piedistallo a giudicare i vivi e i morti, alzando il ditino indice per subito abbassarlo su una tastiera a fare la morale agli altri.
Questo non vuol dire ovviamente giustificare tutto: la battuta di Alessandro Roncaccia era di pessimo gusto, fuori luogo ovunque e con chiunque, a maggior ragione in televisione. Riassunto. Stava giocando a palla con un’altra concorrente e dopo un tiro facile ha commentato: “Questa la prendeva anche Bocelli”. Siamo abbastanza certi che anche senza il tribunale dei social l’episodio non sarebbe sfuggito a Mediaset, molto attenta a questo genere di incidenti, come è giusto che sia. Ed è pure normale che la gente protesti. Non è normale che si invochino ghigliottina e torture cinesi appena uno fa un passo falso, non è normale il clima di scontro perenne, la voglia di buttarla in rissa, questo sentirsi sempre i buoni in missione contro i malvagi, che sono sempre gli altri.
Bocelli l’ha tenuta bassa: “’Sono venuto a conoscenza della battuta e devo dire che mi ha fatto sorridere”. Che signore. E ancora: “Si può considerare, tutt’al più, una piccola caduta di stile, ma sono leggerezze che possono capitare a chiunque. Ringrazio di cuore le persone che hanno voluto prendere le mie difese e vorrei chiedere a tutti di lasciar cadere la questione”. Ecco: pensiamoci prima della prossima crociata in nome del bene. Che il ditino giudicante domani potrebbe volgersi contro di noi.
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