L’Europa potrebbe reagire all’accordo Trump-Putin sul diesel agendo su due leve: petroliere ombra russe, e terminal di Primorsk. La maggior parte del diesel russo viene imbarcato lì, e deve passare dal Baltico. Davanti a tanti Paesi Ue, dove quelle petroliere sono in ormai moltissimi casi sanzionate. I Paesi Ue o il Regno Unito da un anno hanno stretto controlli, e potrebbero farlo ancora di più: sequestrare le navi della flotta ombra sotto sanzioni, e per quelle non sanzionate trovare motivi specifici come assicurazione mancante, falsa bandiera, rischi ambientali. Lo faranno, se Trump inasprisce pressioni all’Ucraina per farle firmare una pace-resa?
Ieri Emmanuel Macron ha fatto abbordare e sequestrare – 450 chilometri al largo della Reunion, nell’Oceano indiano – la petroliera DF Peak, battente bandiera del Benin. In precedenza la nave era chiamata Kaliningrad e navigava sotto bandiera russa. «La Francia è determinata a combattere la flotta fantasma in tutto il mondo», ha annunciato le Président, e «a contrastare ogni traffico illecito, ovunque esso avvenga».
Da settembre 2025 almeno 11 petroliere della flotta russa ombra sono state bloccate da Francia, Belgio, Regno Unito e Svezia. La marina francese ne ha fermate sei, la Grinch (22 gennaio), la Deyna (20 marzo), la Tagor (31 maggio), la Deliver (23 giugno) e la DF Peak, l’altro ieri. La Boracay fu fermata a fine settembre 2025.
La Francia ha poi dato supporto aereo all’operazione belga sulla Ethera, che fu abbordata dalle forze speciali belghe con l’aiuto francese il 1 marzo. I Royal marines del Regno Unito hanno abbordato nella Manica la petroliera Smyrtos il 14 giugno. La Svezia ha fermato cinque navi di cui tre petroliere: le petroliere sono Sea Owl 1 e Jin Hui, più una terza partita da Primorsk, che probabilmente è la Flora 1. Le altre due navi sequestrate sono mercantili d’appoggio: la Caffa e la Hui Yuan, poi lasciata ripartire.
Paradossalmente, l’unica petroliera russa ufficiale sequestrata fu bloccata dai Marine Usa: la Marinera, sequestrata dagli Stati Uniti nel Nord Atlantico, era usata per trasportare greggio venezuelano, e in passato russo. Le navi russe ombra fermate dagli europei battevano bandiere di legislazioni compiacienti, o spesso false (Guinea, Comore, Mozambico, Benin, Siria).
Queste operazioni possono avvenire in base all’articolo 110 della Convenzione Onu sul diritto del mare, su richiesta del procuratore. In teoria, le acque territoriali di uno stato possono estendersi per 12 miglia nautiche dalla costa, mentre la zona economica esclusiva può estendersi per 200 miglia. Traduzione: la petroliera è stata intercettata ben al di fuori delle acque territoriali francesi. Se c’è la volontà politica di sequestrare, si fa. E qui si arriva al secondo nodo strategico: il porto e il terminal di Primorsk sono un secondo elemento di grande vulnerabilità russa.
La maggior parte del gasolio russo a bassissimo tenore di zolfo (Ulsd) viene spedita da questo terminale situato lungo il Mar Baltico. E gli ucraini ne conoscono ubicazione precisa e mappe satellitari. I serbatoi di stoccaggio di greggio vengono ripetutamente colpiti dal 2025, assieme a quelli di UstLuga. Il diesel ha invece il suo complesso di serbatoi. Primorsk subì il primo attacco il 12 settembre, con un incendio su una nave e operazioni sospese. Un attacco successivo causò danni a 5 dei 18 grandi serbatoi, 50mila tonnellate ciascuno, e a marzo scorso il terminal ha perso almeno il 40% dello stoccaggio, otto serbatoi gravemente danneggiati (due usati per il diesel). Attacchi su Ust-Luga il 22, 25, 27, 29 e 31 marzo hanno determinato sospensioni dell’export. Secondo la Kyiv School of Economics, i cinque attacchi della settimana fino al 29 marzo sono costati agli esportatori 970 milioni di dollari. Ricostruire i serbatoi bruciati può richiedere mesi. E chi sostiene che Putin possa rifilare a Trump diesel iraniano dice una sciocchezza: non soddisfa i requisiti Usa a causa della maggiore concentrazione di zolfo. E, tra l’altro, per esser portato dal Mar Caspio a Primorsk dovrebbe percorrere più di 2 mila chilometri.
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