La vendetta di Zelensky, colpita San Pietroburgo. Mosca minaccia vendetta

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La guerra russo-ucraina si avvita in una spirale sanguinosa di attacchi e rappresaglie in assenza totale di negoziati, almeno quelli alla luce del sole. Kiev ha rivendicato attacchi clamorosi con droni in territorio russo, in particolare a San Pietroburgo, in coincidenza con l’apertura del Forum internazionale economico (Spief), considerato una “Davos russa”, con una nutrita partecipazione straniera. Ma Mosca accusa le forze ucraine di avere ucciso almeno 12 civili in altri attacchi, di cui 8 su un pullman passeggeri che era in viaggio dalla capitale alla Crimea occupata.

E la «punizione» per i colpevoli, ha avvertito il Cremlino, sarà «inevitabile». Una colonna di fumo nero si è levata di primo mattino all’orizzonte di San Pietroburgo, visibile agli ospiti – compresi occidentali – che cominciavano ad arrivare al Forum, dove giovedì e venerdì sarà presente anche il presidente Vladimir Putin. Secondo il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, i droni di Kiev hanno colpito «importanti obiettivi» nella metropoli baltica, situata a 1.100 chilometri dal confine. In particolare, un terminale petrolifero e bersagli «puramente militari a Kronstadt». Secondo altre fonti ucraine, in questa storica base navale, situata sull’isola di Kotlin, davanti alla città, è stata colpita una corvetta militare. Decine di voli sono stati ritardati o cancellati nell’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, proprio in coincidenza con l’arrivo di molti partecipanti al forum.

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