I resti di un chiosco saccheggiato e dato alle fiamme sono tra le poche tracce rimaste sugli Champs-Elysées della notte di caos andata in scena dopo la vittoria del Paris Saint Germain alla finale di Champions League. «Sono stati veloci a ripulire tutto», dice in inglese una turista al marito, facendo attenzione a mettere bene a fuoco lo smartphone per immortalare una delle poche testimonianze rimaste dei disordini. Poco più in là, giace un furgoncino abbrustolito, non lontano dalla fila di camion della celere parcheggiati accanto al marciapiede. Intanto, su quella che i parigini chiamano l’avenue più bella del mondo, la vita continua come se niente fosse.
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Parigi, caos dopo la Champions: un morto, 219 feriti e 780 arresti. Ora in 100 mila in piazza


Solamente fino a poche ore prima la strada che collega place de la Concorde all’Arco di Trionfo si era trasformata ancora una volta in un’arena da combattimento. Al fischio finale riecheggiato dalla Puskàs Arena di Budapest che ha sancito il successo del Psg sull’Arsenal, a Parigi e in altre città di Francia è esplosa una gioia diventata presto violenza, per poi finire in tragedia. Sul périphérique, l’anello autostradale attorno alla capitale bloccato dai tifosi in festa, un ragazzo a bordo di una moto da cross ha perso la vita dopo essere andato a sbattere contro dei blocchi di cemento. Un altro è rimasto invece in fin di vita nelle strade del 16esimo arrondissement, il quartiere della Parigi bene, aggredito da alcuni individui che lo hanno accusato di aver rubato.
Champions League, i tifosi bloccano la tangenziale di Parigi dopo la vittoria del PSG

Nel resto della città biciclette in fiamme, un tentato assalto a un commissariato, arredi urbani distrutti, negozi saccheggiati e colpi di mortaio contro le forze dell’ordine (tra le quali ci sono stati 57 feriti). Un bollettino da guerriglia, che conta in tutto il Paese 219 feriti e 780 controlli in base ai quali sono scattati 457 fermi, il 32% in più rispetto a quelli registrati lo scorso anno, in occasione della prima Champions vinta dai parigini. Solamente nella capitale, gli arresti sono stati 306, di cui 81 minorenni. Difficile tracciare un profilo dei casseurs, che in alcuni casi hanno agito vestiti di nero come dei black bloc, in altri indossando semplicemente la maglia del loro club come degli ultrà.



Ma la mattina dopo, in giro per la Ville Lumière, dove comprensibilmente si vedevano più maglie rossoblù del solito, i segni erano ormai stati cancellati quasi del tutto. Sugli Champs-Elysées alcune boutique di importanti marchi di moda ancora avevano sulle vetrine le barriere in ferro montate il giorno prima. «Qualcuno ha avuto un bel po’ di problemi questa notte, io fortunatamente mi sono salvato», racconta sorridendo Karim, che ha un’edicola proprio sull’avenue, dove alla fine, nonostante i tumulti, nessun esercizio commerciale ha subito danni a differenza di quanto avvenuto altrove nel quartiere. Niente a che vedere con quanto accaduto durante il periodo delle proteste dei gilet jaunes: «Lì si che la situazione era difficile», ricorda il commerciante. Poi, mentre fa lo scontrino a due turisti che hanno comprato i soliti souvenirs, continua a raccontare quello che ha visto prima di abbassare la saracinesca la sera precedente: «È stato un bel casino, spero che oggi non tornino». Il riferimento è ai festeggiamenti previsti sugli Champs de Mars, all’ombra della Torre Eiffel. La sindaca dell’ottavo arrondissement, la repubblicana Catherine Lecuyer, ha vietato ogni forma di raduno lungo la via simbolo di Parigi, attirandosi le critiche del ministro dell’Interno, Laurent Nunez, che ha parlato di una «falsa buona idea».
Champions, la notte di (stra)ordinaria follia dei tifosi del PSG: un morto, 219 feriti e 780 fermi

A Parigi c’è comunque chi vuole minimizzare. Come Laurent, che lavora in un bar nei pressi di place de la Bastille, tra i teatri più caldi degli scontri di sabato sera. «Qui non abbiamo avuto problemi, al fischio finale tutti i clienti sono andati a festeggiare in piazza, c’è stato solo un po’ di scompiglio ma niente più», dice il ragazzo sistemando i caffè sul bancone. «Io abito nei pressi del Parco dei principi, uno dei punti dove si sono registrati più casini, ma quando sono rientrato a casa dopo il lavoro era già tutto finito», aggiunge. Nella strada adiacente al suo locale, la polizia ha giocato sino a tardi al gatto e al topo con centinaia di ragazzi che rispondevano alle cariche tirando fumogeni e petardi.
Scene che hanno fatto il giro dei social e delle Tv, suscitando una condanna unanime della classe politica: dal Rassemblement National di Marine Le Pen a La France Insoumise, tutti hanno condannato la gestione dell’ordine pubblico.
Ma all’indomani della vittoria, si è anche festeggiato, nonostante i timori per nuovi disordini. «Per favore, festeggiate con calma, bisogna proteggere la nostra città», ha chiesto ai 100 mila tifosi presenti il presidente del Psg, Nasser Al-Khelaifi, dagli Champs de Mars, prima di recarsi con la squadra all’Eliseo per incontrare Emmanuel Macron.
la finale
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ANDREA MELLI

Anche il presidente si è unito al coro di condanne, definendo gli episodi di violenza «inaccettabili» e «inqualificabili». «Questo non è sport. Saremo inflessibili con quelli che sono stati presi», ha poi promesso, prima di congratularsi con il gruppo guidato dal capitano Marquinhos. Una festa continuata in serata nello stadio del Parco di Principi, tra gioia e strascichi di polemiche.
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