Home Business L’Inter vuole sfatare il tabù derby: “Contro il Milan fame da provinciale”

L’Inter vuole sfatare il tabù derby: “Contro il Milan fame da provinciale”

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Sette punti di vantaggio in classifica per l’Inter tre giorni dopo la prima sconfitta in campionato del Milan, in casa col Bologna. È il classico cortocircuito che esalta ulteriormente l’imprevedibilità dei derby. I pronostici diventano ancora meno scontati di fronte alla striscia di sette stracittadine senza vittorie da parte dei nerazzurri: cinque successi dei rossoneri e due pareggi. Un filotto negativo iniziato nell’ultima stagione di Simone Inzaghi e proseguito nella prima di Cristian Chivu. Il Milan è l’unica grande che l’ex difensore non è ancora riuscito a battere da quando è sulla panchina dell’Inter. «Bisogna chiedersi perché si è creata questa sequenza. Bisogna fare più sacrifici rispetto alle altre partite. Serve la stessa fame di una provinciale, senza la presunzione di essere bravi e poter sistemare le cose», spiega Chivu che incappa in una gaffe, evocando il caso di Vincent Kompany, per rispondere a chi gli chiede se si vede ancora al timone dell’Inter nel nuovo stadio nel 2031: «Se cambierà la cultura sportiva e i risultati rimarranno buoni. Così magari ci arriverò con meno capelli bianchi e non finirò all’ospedale come qualche mio collega». In porta torna titolare Josep Martinez, mentre il Barcellona ricomincia a corteggiare Alessandro Bastoni.

Un catino sopraelevato da 71.500 posti: ecco come sarà nuovo stadio di Milan e Inter

Ruben Amorim, che ritrova Gila e Rabiot, cerca la prima vera serata di gloria alla guida del Milan (in casa per il calendario). Ha un bilancio di sei derby vinti, quattro persi e quattro pareggiati in Portogallo e Inghilterra da tecnico di Sporting Lisbona e Manchester United: «A Milano c’è un legame diverso. Non si vedono spesso due squadre che condividono lo stesso stadio». Un’anomalia che resterà nel nuovo impianto appena svelato: un modo di andare nel futuro senza abbandonare una delle principali limitazioni del passato. Così come la capienza ridotta nonostante due delle tifoserie più presenti del mondo. Questa sera ci saranno più di 77mila spettatori, afflusso più alto dal 2019 perché saranno tolti i teloni anti-vibrazioni al terzo anello verde e blu, proprio alla prima partita dopo la presentazione del nuovo stadio. Quindi oltre cinquemila persone in più rispetto all’accoglienza massima prevista per il Generali Stadium: 71.500.

Gerry Cardinale non ha voluto perdersi la vigilia a Milanello per dare il massimo supporto ad Amorim: «Ruben è molto trasparente. Questo è il nuovo Milan. Sono fiducioso». I Piccoli azionisti hanno contestato la delibera assembleare con la quale il club intendeva sollevare l’ex ad Giorgio Furlani da possibili azioni di responsabilità. A proposito di assetti milanisti Riccardo Silva, per anni titolare dei diritti tv esteri della Serie A, sul suo sito si definisce «investitore e co-proprietario del Milan» per aver partecipato all’operazione con Red Bird nel 2022. Sarà il primo degli ultimi dieci derby a San Siro (esclusi possibili incroci nelle coppe).

Amorim e Chivu giovedì hanno scherzato durante la presentazione di gala del nuovo stadio, come racconta il portoghese «Ci stavamo un po’ lamentando dell’orario scelto». Avevano già in mente solo le tattiche da adottare questa sera.

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