Home Business L’Italia cerca conferme con la Turchia. Mancini: “Chiudiamo in bellezza”

L’Italia cerca conferme con la Turchia. Mancini: “Chiudiamo in bellezza”

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BOLOGNA. «Chiudiamo in bellezza questi giorni in cui siamo stati tanto insieme e siamo stati bene». Roberto Mancini affronta la quarta e ultima fatica della sua Nazionale, in questa inedita e lunghissima sosta di campionato, con lo spirito di chi vuole prendersi un’altra vittoria contro la Turchia per proseguire sulla strada tracciata tra Bursa e Parigi. «Non facciamo l’errore di pensare che sia semplice – avverte il ct azzurro -: loro hanno perso in Belgio e dobbiamo cercare di approcciarla veramente bene. La Turchia ha qualità, stanno solo vivendo un momento negativo».

Che l’Italia vuol far proseguire, anche se su quella panchina siede Vincenzo Montella, per blindare il primo obiettivo di questa Nations League. «I risultato positivi danno consapevolezza – dice Mancini – e la prima partita c’era pressione, ma i ragazzi erano già migliorati molto nella ripresa contro il Belgio e ora dobbiamo proseguire così».

Ci sarà molto turnover in questa Nazionale uscita stremata dal pareggio in rimonta con la Francia. «Qualcosa cambieremo perché solo venerdì eravamo a Parigi: c’è tanta fatica», ammette Mancini che pensa di rilanciare Romano in cabina di regia e far debuttare Vergara come titolare in un attacco dove non ci sarà Kean causa infortunio (è già rientrato a casa) e il tridente dovrebbe essere completato da Scamacca (Pio Esposito ha giocato sempre titolare ed è tra gli affaticati) e il bolognese Cambiaghi.

Chi ci sarà sicuramente è Nicolò Barella, pronto a riprendersi il posto da titolare dopo aver saltato la trasferta in Turchia ed essere partito dalla panchina a Saint Denis. «Io do il mio apporto in ogni modo – spiega il centrocampista -: dispiace non giocare, ma per la Nazionale posso fare anche un minuto in campo perché il gruppo è la cosa più importante e io sono uno dei giocatori di questa squadra».

Anche se Barella è uno dei campioni d’Europa e un pilastro della Nazionale di Mancini, ma il feeling con il ct è ancora più forte. «Tra i suoi tanti pregi c’è quello di riuscire a far tenere da parte i pensieri negativi – spiega -: abbiamo vissuto esperienze pesanti e non positive in Nazionale, ora bisogna ritrovare quell’entusiasmo che negli anni è mancato per quel che è successo. Ci ha chiesto e abbiamo dimostrato di aver recuperato, altrimenti con la Francia non la ribalti».

Stasera servirà l’Italia vista a Parigi, anche se cambieranno molti interpreti, in una Bologna che è pronta a sostenere gli azzurri (27mila biglietti sui 31mila disponibili) e soprattutto riabbracciare il figliol prodigo Mancini.


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