Lorenzo: “Amici, che scuola”

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Maria De Filippi domenica sera ha condotto l’atto conclusivo della venticinquesima edizione di “Amici”, il talent show più longevo e seguito della televisione italiana che Piersilvio Berlusconi ha premiato ieri mattina con un comuncato dove oltre a complientarsi con l’autrice ha dettoç «È molto più di i programma è un evento di cui siamo orgogliosi». Il vincitore assoluto 2026 è stato Lorenzo Salvetti diciottenne, davvero a sorpresa, visto che per tutta la puntata l’impressione era che la vittoria andasse al ballerino Alessio. Dopo un percorso lungo otto mesi, fatto di disciplina, sfide e piccole polemiche fra giovani artisti. A giocarsi la vittoria tre ballerini — Nicola Marchionni, Emiliano Fiasco e Alessio Di Ponzio e due cantanti appunto Lorenzo, arrivato quarto a “X Factor 2024” ed Elena D’Elia.

Sorpreso di aver vinto il premio più prestigioso della scuola?

«Per come si stavano mettendo le cose pensavo stesse andando in un altro modo. Mi dicevo: Adesso vince Alessio, e io che faccio? Ma ero molto sereno al riguardo e non mi sono fatto travolgere troppo dall’ansia».

Si è aggiudicato un premio del valore di 150 mila euro in gettoni d’oro, oltre ai 50 mila euro come vincitore di categoria. Come li userà?
«Li investirò tutti nella musica. Ogni centesimo. Voglio comprare strumenti, creare uno studio, sistemare tante cose e provare a fare il possibile per il mio progetto. Questi soldi possono davvero fare la differenza».

Qual è stata la differenza fra pomeridiano e serale?
«Al Serale si trattava di fare uno show, dare tutto e subito. Al pomeridiano studi per imparare. Lorella Cuccarini è stata la persona che mi ha dato tanti consigli sul carattere, sul tirare fuori gli attributi, sul mostrarmi davvero per quello che sono attraverso la musica, che è il modo che conosco meglio per esprimermi».

Che differenza ha trovato fra “X Factor” e “Amici”?
«Sono due percorsi diversi, vissuti anche in età differenti. “Amici” ha molto senso perché è una scuola, un’accademia a 360°».

Per i bookmaker, nelle ultime settimane lei risultava comunque il più accreditato alla vittoria. Lo sapeva?
«Non guardavo troppo quello che si diceva fuori perché avevo paura di caricarmi di aspettative. Quando hanno detto il mio nome è stato un colpo fortissimo».

In finale ha detto che ha un progetto, creare un suono nuovo e personale. Sa che nel suo mestiere è la cosa più difficile?
«Sì, perché oggi la cosa fondamentale è avere una musicalità che contenga davvero tutto quello che sei. È così che si riconosce un artista. Io mi autoproduco molte demo da presentare ai produttori: arrivo con il pezzo già fatto e questo aiuta a comunicare quello che voglio. Mi piace sperimentare ma sento di non aver ancora trovato definitivamente la mia direzione, ma è proprio questo il bello».

Le sue colleghe e avversarie Angie ed Elena hanno già pronti singolo e album, stanno per partire con i firma copie nei negozi. E lei?
«Partirò anche io con la promozione dell’EP “Stupida vita”, con incontri e appuntamenti già programmati. Poi mi hanno invitato al Radio Zeta Live all’Arena di Verona il 2 settembre 2026. Per me sarà speciale perché gioco in casa praticamente ho già invitato tutto l’albero genealogico».

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