Occhio alla posta. Fra settembre e novembre, infatti, i gestori di energia elettrica sono tenuti a inviare ai clienti una comunicazione sulla fine del servizio a tutele graduali dal 1° aprile 2027. La platea interessata è di circa tre milioni di utenti, per i quali le associazioni di consumatori chiedono ora una proroga. Ma andiamo per ordine.
La fine del servizio a tutele graduali il 31 marzo 2027: chi riguarda?
La novità riguarda quanti non avevano fatto una scelta sul mercato libero nel 2024. Si tratta di soggetti “non vulnerabili”, che non rientravano nella categoria a maggior tutela e sono stati assegnati tramite gara ai 19 operatori ammessi. L’immobilismo ha, di fatto, premiato questi consumatori perché i dati dicono che hanno risparmiato sulla bolletta, perfino più dei tutelati.
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La stessa Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente certifica che, a giugno, i “domestici non vulnerabili” nel servizio a tutele graduali hanno pagato 0,13 euro per chilowattora rispetto a 0,17 di chi è protetto dalla maggior tutela. Il confronto con gli utenti del mercato libero è ancora più schiacciante: chi ha scelto il prezzo fisso ha speso 0,22 euro a kWh, se ha optato per il variabile addirittura 0,28 euro. La stima della minore spesa annua per la bolletta elettrica assicurata finora dal servizio a tutele graduali, rispetto al mercato libero, oscilla fra 350 e 400 euro. Che cosa si profila per i prossimi mesi?
Che cosa fare per il cambio di fornitore
Secondo le indicazioni di Arera, gli operatori devono fornire indicazioni chiare sulla scadenza del 31 marzo 2027 e sul cambio di fornitura. Primo consiglio agli utenti, dunque: non ignorare la comunicazione. Già, perché il rischio è quello di trovarsi applicate nuove tariffe senza neppure rendersene conto. Il passaggio avverrà senza interruzioni, senza bisogno di firmare un nuovo contratto e senza cambiare le modalità di ricezione della bolletta (cartacea o digitale). Per le condizioni economiche, l’offerta deve essere proposta entro dicembre 2026 e con una durata contrattuale minima di 12 mesi. Il cliente può accettarla e decidere di restare con l’attuale gestore oppure no. Ma, in assenza di una scelta autonoma con un’altra società energetica, la fornitura passerà in automatico all’offerta di mercato libero indicata dal suo venditore odierno. Che ci si attende, inevitabilmente, più cara.
Quanto può essere più cara la bolletta?
«Il passaggio dal servizio a tutele graduali al mercato libero rappresenterà un danno per i consumatori» rimarca Gabriele Melluso, presidente Assoutenti. «Stando ai dati dell’ultimo monitoraggio Arera, infatti, chi passa oggi da questo al mercato libero si troverebbe a pagare in media il 60% in più sulla bolletta elettrica per i contratti a prezzo variabile (sulla base delle offerte effettivamente scelte dai consumatori) e il 36% in più sul contratto a prezzo fisso.
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Ciò senza contare gli effetti dei rialzi dell’energia sui mercati, ancora non interamente scaricati sugli utenti finali». Secondo la relazione annuale di Arera, nel 2025 le famiglie italiane avevano pagato l’energia elettrica il 13% in più rispetto alla media dell’area euro. Ma la ricaduta del caro energia, vista l’incertezza geopolitica della crisi mediorientale, resta un’incognita.
La richiesta di una proroga dell’attuale regime
«Secondo gli ultimi dati Istat, ad agosto, sul mercato libero le tariffe dell’energia elettrica sono aumentate del +18,6% su anno, quello del gas del +11,3%» prosegue ancora Melluso. «Ma le conseguenze si vedranno in pieno solo nei prossimi mesi, quando scadranno i contratti a prezzo fisso e verranno proposte condizioni di rinnovo economicamente peggiori. Questo, peraltro, mentre salgono i consumi di gas per la stagione invernale. Considerata l’attuale emergenza, chiediamo al governo di disporre una proroga del servizio a tutele graduali che scadrà il 31 marzo 2027 per offrire maggiori garanzie a milioni di famiglie, altrimenti costrette a migrare nel mercato libero».
Chi rientra fra i “vulnerabili” può accedere al servizio di maggior tutela
Chi rientra fra i “vulnerabili” potrà accedere al servizio di maggior tutela, più calmierato. Un suggerimento valido per tutti (anche per chi attualmente si trova sul mercato libero) è verificare se si ha un requisito (o si è acquisito nel frattempo) per rientrare nel beneficio di questo “scudo”.
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Fra le condizioni, essere over 75 o titolare del bonus sociale elettrico o di un bonus per gravi condizioni di salute o avere una disabilità riconosciuta o vivere in un’abitazione di emergenza a seguito di calamità o in un’isola minore non interconnessa alla rete elettrica nazionale. Quanto agli altri, come arginare la possibile stangata?
Come evitare la stangata?
«Finora, agli utenti nel servizio a tutele graduali è stato applicato uno “sconto”, per esempio della quota fissa mensile sulla vendita della materia energia e non solo» spiega Marco Lupo, utility manager e delegato Emilia Romagna di Consumerismo No Profit. «È stato una sorta di investimento dei fornitori per acquisire i clienti. Attendersi, ora, il miglior prezzo sul mercato libero è improbabile».
Che cosa guardare prima di sottoscrivere un’offerta
Nonostante la semplificazione, bollette e contratti restano poco comprensibili. E può diventare difficile orientarsi per scegliere un nuovo operatore. «Se non si vuole correre il rischio di rincari, un’offerta a prezzo fisso è una valvola di sicurezza e mette a riparo dagli imprevisti. Altrimenti, si può valutare il prezzo variabile ma il suggerimento è di rivolgersi a un professionista qualificato e, in ogni caso, controllare due elementi. Lo “spread”, cioè il margine netto di guadagno del venditore: in media, è di tre centesimi. Ma attenzione, c’è chi fa il “prestigiatore” per non renderlo trasparente.
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Semmai, calcolare bene quanto incide a kWh. In caso di turbolenze improvvise, poi, la prima cosa da fare è correre a bloccare il prezzo. Perciò, verificare nel contratto se prevede il passaggio da variabile a fisso e viceversa, e con quali vincoli. Deve essere scritto esplicitamente fra le condizioni ma non tutti gli operatori lo offrono».
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