Maldini e Leonardo: “Abbiamo parlato con Ancelotti. Per il calcio italiano un piano in 10 anni”

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La nomina del Ct entro la fine di questa settimana. È questa la tempistica indicata da Paolo Maldini durante la conferenza stampa nella sede della Lega Serie A, prima uscita pubblica da direttore tecnico della Figc, insieme al suo advisor Leonardo e al presidente federale Giovanni Malagò: «L’ideale sarebbe nominare il Ct entro questa settimana, ma ancora di più aspettare la persona che noi realmente vogliamo. C’è fretta ma dentro di noi nemmeno tanta», dice Maldini che rivela di aver contattato anche Carlo Ancelotti che, però, resterà Ct del Brasile: «Abbiamo parlato anche con Ancelotti. Ci pareva giusto partire dai migliori al mondo ma ne va verificata la disponibilità generale». Ora l’obiettivo principale è Pep Guardiola, con Pirlo, Mancini e Conte alternative in caso di rifiuto del guru catalano: «Non possiamo dare notizie», glissa Maldini. Leonardo amplia il concetto: «Vogliamo fare il Ct quanto prima ma al tempo stesso definire bene quello che vogliamo. Abbiamo le idee chiare in tanti casi, si parla di piani A, B e C. E abbiamo le idee chiare anche su quello».

Leonardo è stato molto protagonista nella conferenza stampa, su alcuni argomenti più di Maldini: ad esempio, sull’illustrazione delle nuove linee guida del Club Italia, un programma che ha un orizzonte di realizzazione di 8-10 anni (velocità ovviamente diversa e concentrata nel breve periodo per i risultati della Nazionale maggiore): «Non c’è mai stata una direzione tecnica Figc come quella che è stata affidata a Paolo, unirà mondi che finora hanno fatto fatica ad interagire. Non c’è mai stata sintonia su un’unica idea. La Figc vive su tre mondi: la Nazionale, le giovanili e il Settore Tecnico. Non per guardare al passato, ma per andare avanti, l’idea è che la federazione sia a capo di mondi che fanno fatica a interagire. È successo altrove, non è una cosa nuova: l’Italia conosce gli equilibri, ma per un motivo o per un altro non si è riuscito a farlo. L’idea è di unire tutti in un movimento molto incentrato sulla parte tecnica. Il calcio italiano è rimasto indietro, oggi si gioca sull’uno contro uno e sulla propositività: dobbiamo dare ai ragazzi questa impostazione. La nostra scelta sarà basata su questo. Deve succedere dalla Nazionale maggiore al campetto dove giocano i bambini di 8 anni».

Questa unità di progetto servirà anche come ombrello per il Ct: «La cosa più importante – prosegue Leonardo – è trovare una sintonia di pensiero tra allenatore e direzione tecnica. Ci siamo dimenticati di come possa funzionare: la direzione tecnica dà la linea all’allenatore, finora c’era un presidente che era il capo di tutto. È difficile, ogni 2-3 anni cambi allenatore: l’idea è trovare una metodologia di allenamento che vada a cascata. È una cosa che richiede tempo, e dobbiamo lavorare sulla Nazionale A». Per mettere in pratica queste idee occorre una forte collaborazione tra Figc e Serie A.

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Non a caso Malagò ha voluto questo incontro di Maldini e Leonardo con i club della massima divisione che sono stati i principali sponsor della sua elezione alla presidenza Figc (Lazio, Napoli, Frosinone e Genoa erano collegati in videoconferenza). Un’impostazione che spiega perché le prime parole di Maldini e Leonardo nella nuova veste sono arrivate nella sede della Lega Serie A anziché in quella della Figc. Malagò ha concluso con un aneddoto raccontato ai presidenti: «Con Maldini e Leonardo i soldi non sono mai stati un problema. E non hanno fatto nessuna richiesta sui premi e sui bonus, perché loro sono vincenti».


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