Mondiali in tv: Sorrentino mister banalità

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L’unica qualità è che non urla. Anche ieri sera durante Norvegia-Francia una buona parte dei 4 milioni e 351 mila telespettatori si saranno chiesti com’è possibile che la Rai abbia mandato il loquace Stefano Sorrentino ai Mondiali come commentatore tecnico delle partite, al suo posto poteva esserci tranquillamente qualunque appassionato di calcio ma almeno con una buona conoscenza della lingua italiana al contrario di quella in possesso dell’ex portiere del Chievo. “L’unico nemico della Francia è se stesso” è la frase simbolo, ripetuta più volte, di un racconto come seconda voce in cui oltre a parlare più della telecronista Tiziana Alla ha confermato di essere un’autorità assoluta in fatto di banalità: “Vedi come possono cambiare le partite”, “Ha tirato un missile terra aria”, “Mi sa che è un assedio da parte della Francia”, “E’ partita forte la Francia eh”, “Il pallino del gioco ce l’ha la Francia”, “Lì dietro non si scherza”, “Vuole tenere tutti sulla corda”, “Incredibile. Non è da lui, di solito è un cecchino” parlando dell’attaccante norvegese Strand-Larsen probabilmente da lui conosciuto un’ora prima. Ragguardevoli i momenti di comicità involontaria: “E’ un peccato che la Norvegia non sia la Norvegia che abbiamo visto fin qui, una sconfitta così pesante ti può lasciare strascichi che non è facile mandare via”. “E pensare che hanno curato ogni minimo dettaglio, addirittura una tonnellata di mangiare dalla Norvegia”, “C’è Mbappè largo a sinistra, guardalo guardalo”, “Secondo me la Norvegia potrebbe arrivare in fondo, non so dove però in fondo potrebbe arrivare”.


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