L’ascolto del nuovo album di Mina, Dilettevoli inedite eccedenze alla presenza del figlio Massimiliano Pani che ormai per tradizione presenta i dischi della mamma nella Sala Voce della Triennale di Milano, racconta già dal titolo la natura del progetto: 10 canzoni registrate in epoche diverse, dagli Anni ’70 fino all’aprile 2026, rimaste fino a oggi nel cassetto. Cover, dunque, ma inedite nella discografia di Mina. «Ed è solo una parte – dice Pani – di ciò che ancora esiste negli archivi. Mamma ha voluto inserire Vento di passione di Pino Daniele, perché secondo lei quella canzone mancava al suo repertorio. L’arrangiamento è jazz, lentissimo, con la chitarra Gibson di Luca Meneghello a contrappuntare la voce». C’è anche un altro pezzo di Pino, Yes I Know My Way e viene da chiedere se, dopo Mina canta Lucio e tutti i vari omaggi che la numero uno delle interpreti italiani ha dedicato a svariate star, non possa arrivare un giorno anche un album dedicato interamente all’artista napoletano. «Un Pino Daniele Songbook è una buona idea. Sarebbe bello pensare a un songbook fatto apposta per lui, certo è che mamma ama Pino smisuratamente quindi, ci sta».
Quanto materiale esiste ancora negli archivi? Pani non dà cifre, ma fa capire che il cassetto è molto capiente. «Da quando ha smesso con la tv ha cominciato a lavorare sulla discografia e di canzoni ne ha provate e studiate tantissime. Questa collana nasce proprio con l’idea di tirare fuori delle perle da un cassetto. E lei dice che ne mancano ancora tante». Una produzione sterminata, si ricordano i periodi nei quali Mina arrivava a fare un album doppio all’anno: in totale sono 107 i dischi a progetto firmati Mina. «Tra quelli c’è il disco più da collezionista e quello fruibile da tutti. Questa novità però cammina con le sue gambe. Altri potranno essere più da fan». Per ora non è invece previsto un progetto di rimasterizzazione degli album storici con take inedite o versioni alternative: «Per adesso no. Magari in un secondo tempo, sì». Tra le nuove eccedenze c’è Carrettieri, brano della tradizione che Mina interpreta in siciliano; Dans mon île di Henri Salvador e Settembre di Ivano Fossati «una grande canzone d’amore nella quale Mina arriva a restituire certe rugosità e certi sussurri tipici dell’autore. E a sorpresa anche me Eleanor Rigby dei Beatles affrontata con un arrangiamento inatteso che passa dal flamenco e da un omaggio alla tastiera di un brano dance di Crystal Waters intitolato Gypsy woman. Ricordavo con mamma che era rimasta fuori da Mina canta i Beatles e adesso è così folle e divertente che è stata scelta per chiudere l’album».
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Le «eccedenze», però, non sono solo musicali. Anche il lavoro grafico conserva fotografie e immagini alternative legate alle copertine di Mauro Balletti. Mina è stata tra le prime a giocare radicalmente con la sua immagine e quella libertà continua a incuriosire generazioni lontanissime dalla sua. Pani racconta di quindicenni giapponesi che mostrano sui social come truccarsi ispirandosi a lei. Un caso singolare per un’artista che non tiene concerti da 48 anni e non fa tv da mezzo secolo, ma continua a essere contemporanea. E un film o una serie sulla sua vita, adesso che i biopic musicali sono diventati una consuetudine? Massimiliano frena: «Ci vorrebbe un’idea, magari scegliere un decennio o alcuni decenni attraverso le canzoni. Sarebbe bellissimo, ma dovrebbe esserci una scintilla». C’è poi il rapporto con le nuove generazioni. Quasi tutti i giovani cantanti, racconta Pani, hanno chiesto di poter realizzare qualcosa con lei. Con Blanco è successo ma Pani rivela: «Ho chiesto ai giovani ragazzi che vogliono cantare con lei: perché volete fare un pezzo con Mina? La risposta è sempre: “Perché lei è avanti”».

Mina, intanto, continua ad ascoltare musica per curiosità personale. Pani cita Jacob Collier, Esperanza Spalding e Cory Henry: musicisti che bisogna cercare, andando oltre i suggerimenti automatici. «L’algoritmo ti suggerisce quello che ti piace o quello che gli dicono di suggerirti. Secondo me ormai è quasi una cosa da antitrust». Infine il cinema. Per il nuovo progetto di Ferzan Özpetek sono stati proposti 5-6 inediti di Mina, anche se non è ancora deciso quanti entreranno effettivamente nel film. In un video compare anche Luca Argentero, coinvolto su richiesta dell’entourage della cantante. L’idea alla base del lavoro di Mina resta sempre la stessa: «Non ripetere il passato, non rifare nessuna canzone uguale a se stessa, perché così i pezzi acquistano un altro fascino». Dilettevoli eccedenze finisce così per raccontare bene il paradosso Mina: «è capace di trasformare un archivio del passato in qualcosa che riguarda il presente».
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