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Oggi è la Giornata europea del caregiver: ecco come possono cambiare le regole in Italia

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In Italia sono oltre 12 milioni le persone maggiorenni che prestano aiuto gratuito a familiari, parenti e amici, tra cui 4,4 milioni di caregiver familiari conviventi con la persona assistita. Nel contesto dei tumori e delle terapie oncologiche, assistere un proprio caro è un impegno spesso silenzioso, che si traduce in un carico fisico, emotivo ed economico prolungato nel tempo. Il tema è oggi al centro dell’attenzione anche sul piano normativo: il disegno di legge A.C. 2789, «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari», è infatti in discussione alla Camera dei Deputati.

«Il ddl sui caregiver è una legge rivolta a tutte le differenziate con risorse certe, che abbiamo messo nella precedente legge di bilancio, ossia 257 milioni di euro – ha detto nei giorni scorsi Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità – . Si tratta di un passo importante, atteso da più di 10 anni e quindi spero che la sua approvazione avvenga in modo spedito, sia la Camera che al Senato. Prevede anche un supporto psicologico, la possibilità di conciliare il tema del lavoro con la cura ed il fatto che, anche i caregiver giovani, possano studiare e conciliare lo studio con la cura. Poi sono previsti tanti altri sostegni, anche dal punto di vista del sollievo psicologico e della prevenzione».

In questo quadro Inoc – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo aderisce alla Giornata del caregiver, coordinata a livello regionale dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, con un evento in programma oggi, a Candiolo, alle porte di Torino. L’evento è appunto rivolto ai caregiver, a pazienti e associazioni e alla cittadinanza, oltre che ai professionisti della cura.

«Prestare assistenza oncologica significa riorganizzare la vita familiare, gestire terapie complesse a domicilio, affrontare paure e spesso rischiare il burnout emotivo», sottolinea Massimo Aglietta, coordinatore della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e consulente oncologo di Inoc. «Il caregiver non è soltanto una presenza affettiva, ma un vero e proprio partner del percorso terapeutico e dell’équipe medica. Tuttavia, chi assiste rischia spesso di diventare il “secondo paziente”. Per questo è fondamentale che le strutture sanitarie e il territorio offrano risposte concrete e tutele. A Candiolo – aggiunge – siamo convinti che prendersi cura di chi cura sia un preciso dovere etico e clinico».

L’incontro vuole fare il punto sul quadro normativo, alternando sessioni su comunicazione efficace e prevenzione dello stress a casi clinici reali che vedranno coinvolti medici, infermieri, psicologi e caregiver. Dal 2003, ricorda Piero Fenu, direttore sanitario di Inoc, a Candiolo è attivo il progetto Protezione Famiglie Fragili, una rete sinergica con i servizi sociali per supportare i nuclei familiari più vulnerabili colpiti dal tumore. A questo si affiancano i servizi innovativi sviluppati nell’ambito di Candiolo Cares, il programma sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, che mette a disposizione di pazienti e caregiver percorsi mirati di sollievo e supporto psicologico, dallo sportello d’ascolto e pronto soccorso psicologico fino alle sessioni di mindfulness.

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