“Papà, era forte Baresi?”. Com’è difficile spiegare a un bambino di oggi che cos’è stato il Capitano

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Non aveva il fisico degli altri difensori, ma era “il migliore di tutti” (cit. Diego Maradona). Parlava pochissimo, ma era un leader indiscusso, con una forza comunicativa clamorosa. Non ha pianto di gioia per nessuno dei cento trofei, ha pianto quando ha smesso di giocare.
Franco Baresi era il contrario dell’apparenza, eppure era sfolgorante: che tu fossi bambino o adulto, tifoso o compagno di squadra, lo guardavi un attimo e avevi già capito tutto. Testa sempre alta, maglietta fuori dai calzoncini, costruzione dal basso e transizioni palla al piede 40 anni prima che si chiamassero così, il Capitano aveva già inventato tutto senza saperlo.

Nella Milano da bere e nell’era del berlusconismo più sfavillante che anticiparono tanto di quel che siamo oggi, Franco Baresi era la forza del rigore, della sostanza, dei fatti che sono più affascinanti di mille parole. Ai bambini di 30 anni fa capitava di sentir descrivere Franco Baresi come quello che “quando non ci sarà più lo metteremo al posto della Madonnina in cima al Duomo”. Naturalmente con la maglietta fuori dai pantaloncini, unico vezzo stilistico in una vita da Capitano senza macchia.


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