Pensione, quando sarà pagata quella di maggio. Chi prenderà di più

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Il mese di maggio è alle porte e molti pensionati si chiedono quando sarà erogato l’importo della loro pensione. C’è da dire che per effetto della festività del 1° maggio, il prossimo mese vedrà le date dei pagamenti spostate in avanti. Va ricordato che l’importo potrà essere differente rispetto ad aprile per effetto di trattenute e conguagli fiscali oppure per effetto di ricalcoli Inps o arretrati.

Le date

Il giorno di “incasso” della pensione arriva prima per chi ha il conto in Posta. Come detto a maggio il calendario dei pagamenti subisce uno slittamento rispetto ai mesi precedenti, perché il primo giorno del mese è festivo. L’assegno viene quindi erogato a partire da sabato 2 maggio 2026 per chi ritira la pensione presso gli uffici postali, mentre per chi riceve l’accredito su conto corrente bancario la disponibilità scatta lunedì 4 maggio. La differenza è legata al fatto che il sabato è operativo per le Poste, ma non per le operazioni bancarie.

Va poi ricordato che per alcuni, il ritiro della pensione presso gli uffici postali può essere legato a una turnazione che segue l’ordine alfabetico. L’ultimo turno spetta alle lettere dalla “S” alla “Z” ed è fissato per venerdì 8 maggio. In ogni caso, in assenza di comunicazioni specifiche, il ritiro può avvenire liberamente a partire dal giorno di pagamento.

Chi prenderà di più

L’importo della pensione di maggio può comunque risultare diverso rispetto a quello di aprile, anche se non sono previsti nuovi ricalcoli strutturali. La rivalutazione per il 2026 è infatti già stata applicata a partire da gennaio, mentre i conguagli fiscali legati alla Certificazione Unica sono stati in gran parte sistemati nel cedolino di aprile.

A incidere ora è soprattutto il fatto che da marzo è entrata pienamente a regime la nuova tassazione Irpef, con la riduzione della seconda aliquota per alcune fasce di reddito. Gli eventuali arretrati relativi ai primi mesi dell’anno sono già stati riconosciuti, ma gli effetti della nuova imposta continuano a riflettersi sugli assegni.

Per questo motivo, rispetto ad aprile, l’importo di maggio può comunque mostrare piccoli scostamenti: per alcuni pensionati leggermente in aumento, per altri in lieve diminuzione, in base alla propria situazione fiscale complessiva.

La nuova Irpef

Nel 2026 è in vigore la nuova Irpef, che ha ridotto gli scaglioni da quattro a tre (23% fino a 28.000 euro; 35% da 28.000 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro), alleggerendo soprattutto la tassazione sui redditi medi. In particolare, per la fascia tra 28.000 e 50.000 euro l’aliquota è scesa dal 38% al 35%, con un beneficio sul netto percepito. Gli effetti sono stati applicati pienamente da marzo, con gli arretrati dei primi mesi già riconosciuti. Tuttavia, l’impatto reale varia da persona a persona, perché dipende anche da detrazioni e addizionali locali. Per questo motivo, l’aumento in pensione può essere più o meno evidente, o in alcuni casi compensato da altre voci fiscali.

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